“In Tanzania la repressione fu illegale e mortale”, la denuncia di Amnesty

di claudia

Un nuovo rapporto di Amnesty International denuncia l’uso sistematico di una repressione “illegale e mortale” da parte delle forze di sicurezza tanzaniane contro manifestanti e civili durante le proteste post-elettorali di fine ottobre e inizio novembre, innescate dal voto controverso del 29 ottobre.

Secondo l’organizzazione per i diritti umani, le forze dell’ordine hanno impiegato forza letale ingiustificata, aprendo il fuoco con armi reali e usando gas lacrimogeni in maniera indiscriminata contro persone che non rappresentavano una minaccia imminente, causando centinaia di uccisioni e feriti in diverse città, tra cui Dar es Salaam, Arusha e Mwanza.

Amnesty afferma che durante il blackout di Internet imposto dal governo tra il 29 ottobre e il 3 novembre le autorità hanno anche ostacolato l’accesso alle cure mediche per i feriti, arrestato persone mentre erano ancora in condizioni critiche e prelevato corpi dalle morgue per portarli in luoghi non identificati, impedendo alle famiglie di identificarli.

La segretaria generale di Amnesty, Agnès Callamard, ha definito le violenze un “chiaro disprezzo per il diritto alla vita e per la libertà di riunione pacifica”, chiedendo indagini indipendenti, approfondite e imparziali e la responsabilità di chi ha ordinato o attuato l’uso eccessivo della forza.

Il presidente tanzaniano ha istituito il 14 novembre una commissione d’inchiesta sugli omicidi legati alle proteste, ma gruppi della società civile ne mettono in dubbio l’indipendenza.

Le proteste erano scoppiate dopo che la principale formazione di opposizione Chadema e altri gruppi avevano contestato l’esclusione di candidati dall’elezione presidenziale e denunciato irregolarità, accuse che le autorità respingono. Secondo varie stime di opposizione e osservatori internazionali, centinaia di persone sono state uccise e migliaia arrestate o affrontano accuse di tradimento, mentre organismi internazionali, tra cui esperti dell’Onu e il Parlamento europeo, hanno espresso preoccupazione per le violazioni dei diritti umani nel Paese.

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