È stato formato il nuovo governo di transizione del Madagascar, annunciato dal colonnello Michaël Randrianirina, presidente ad interim del Paese. L’esecutivo, composto da 29 ministri, avrà il compito di “far uscire il Paese dalla crisi” e combina figure note della politica malgascia con nuovi volti provenienti dal mondo accademico e imprenditoriale.
Come notano i media locali, tra le personalità di spicco figurano Hanitra Razafimanantsoa (nella foto), storica alleata di Marc Ravalomanana, nominata ministra di Stato presso la Presidenza per la Refondation, un dicastero dalle competenze ancora non precisate; Christine Razanamahasoa, ex presidente dell’Assemblea nazionale ed ex ministra sotto Andry Rajoelina, ora a capo del ministero degli Esteri; e il generale Lylison, protagonista del colpo di Stato del 2009 e vicino al clan Rajoelina, incaricato del ministero dell’Assetto del territorio e dei servizi fondiari. Alla Giustizia è stata nominata Fanirisoa Ernaivo, ex magistrata e oppositrice del precedente regime, rientrata dall’esilio dopo anni e pronta a guidare la lotta alla corruzione.
Nel suo intervento, Randrianirina ha dichiarato di concedere ai nuovi ministri due mesi di tempo per dimostrare la loro efficacia nell’attuazione della politica pubblica per la Refondation, avvertendo che in caso contrario “saranno sostituiti”.
Il nuovo esecutivo include anche diversi imprenditori, professori e volti sconosciuti al grande pubblico, ma la composizione ha suscitato critiche. Alcuni osservatori sottolineano che, con 29 dicasteri, il governo appare lontano dall’idea di “sobrietà” inizialmente promessa.



