In Camerun la tensione post-elettorale è altissima

di claudia
Issa Tchiroma Bakary, Paul Biya

Si arroventa il clima post elettorale in Camerun: ieri, con un nuovo post su Facebook, Issa Tchiroma Bakary, sfidante principale di Paul Biya alle elezioni presidenziali, ha denunciato le minacce nei suoi confronti e ha chiesto il riconoscimento della sua vittoria. L’oppositore Bakary ha denunciato le “minacce” che avrebbe ricevuto in un altro post su Facebook, esortando al contempo le autorità a “riconoscere la vittoria del popolo”.

“Sento – e ricevo informazioni – che si sta preparando un assalto muscolare contro di me” ha scritto il politico, aggiungendo un pensiero rivolto all’attuale presidente del Camerun: “Il popolo ti chiede semplicemente di riconoscere la mia vittoria. Questa volta, non passerai”, ha scritto, aggiungendo che “le minacce irritano il popolo camerunense e mettono in pericolo il Paese”.

Questo nuovo messaggio giunge in un clima di tensione post-elettorale, caratterizzato da rivendicazioni contrastanti di vittoria tra il presidente uscente Paul Biya e Issa Tchiroma Bakary: le elezioni presidenziali del 12 ottobre sono infatti contestate, con i due candidati principali che si sono a loro volta dichiarati vincitori, mentre il Consiglio costituzionale dovrebbe pubblicare i risultati il 27 ottobre.

In un precedente messaggio, pubblicato martedì sulla sua pagina ufficiale, Tchiroma aveva scritto di aver vinto le elezioni con il 54,8% dei voti contro il 31,3% di Paul Biya, sulla base di una compilazione effettuata dai suoi team in 18 dipartimenti che rappresentano l’80% dell’elettorato.

Secondo TeleAsu, i dati non ufficiali della Commissione nazionale per il riconoscimento dei voti collocherebbero invece il presidente Biya in testa con il 53,56% dei voti, davanti a Tchiroma (35,19%) e Cabral Libii (3,42%). Il presidente Biya avrebbe offerto a Issa Tchiroma la carica di primo ministro, un fatto che potrebbe indicare un’apertura al dialogo politico nonostante le proteste in corso, ma l’ex-ministro oppositore avrebbe rifiutato.

Di fronte all’aumento delle tensioni, il ministro dell’Amministrazione territoriale ha invitato la popolazione a “mantenere la calma e ad avere fiducia nelle istituzioni repubblicane”, denunciando “atti di provocazione e disordini” attribuiti a ” acinorosi manipolati all’interno e all’esterno del Paese”. Venti persone sono state arrestate a Garoua e portate davanti ai tribunali militari, mentre altre sono state trasferite a Yaoundé per le indagini. 

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