L’ente federale russo Rospotrebnadzor ha organizzato la prima spedizione congiunta di specialisti russi e malgasci per studiare i focolai naturali della peste in Madagascar. Lo ha reso noto il servizio stampa dell’agenzia sanitaria russa specificando che per 16 giorni, un team composto da 17 esperti provenienti dai due Paesi ha condotto ricerche nella regione di Amoron’i Mania, situata nella parte centrale dell’isola e considerata un’area ad alto rischio epidemiologico.
Durante la missione, gli specialisti hanno applicato i metodi russi di sorveglianza epidemiologica della peste e svolto indagini anche su altre malattie infettive a trasmissione naturale rilevanti per il Madagascar. La spedizione ha utilizzato due laboratori mobili donati in precedenza da Rospotrebnadzor al ministero della Sanità malgascio, con l’obiettivo di rafforzare la capacità diagnostica sul campo. Nel corso della collaborazione, gli scienziati russi hanno inoltre formato otto esperti malgasci sulle tecniche di monitoraggio epizootologico e sulla diagnosi delle infezioni batteriche e zoonotiche.
Il Rospotrebnadzor (Servizio federale per la sorveglianza nella tutela dei diritti dei consumatori e del benessere umano) è l’ente russo responsabile del controllo sanitario, epidemiologico e fitosanitario nel Paese.
Il Madagascar registra periodicamente focolai di peste bubbonica e polmonare, una delle poche malattie infettive ancora endemiche sull’isola. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il Paese è tra i più colpiti al mondo: tra il 2017 e il 2022 sono stati segnalati oltre 2.500 casi e più di 200 decessi. La malattia è trasmessa dalle pulci dei roditori e si manifesta soprattutto nelle regioni montuose centrali, dove persistono condizioni favorevoli alla trasmissione. Le autorità sanitarie malgasce, con il supporto di partner internazionali, stanno rafforzando la sorveglianza per prevenire nuove epidemie.



