Guerra in Sudan, le Rsf dichiarano una tregua umanitaria unilaterale di tre mesi

di claudia

Le Forze di supporto rapido (Rsf) del Sudan hanno dichiarato una tregua umanitaria unilaterale di tre mesi, affermando di voler facilitare l’accesso degli aiuti e proteggere i civili in un conflitto che, dal 2023, ha provocato migliaia di morti e milioni di sfollati. Lo ha annunciato il comandante Mohamed Hamdan Dagalo in un discorso televisivo, spiegando che la decisione mira a offrire “speranza” a una popolazione “esausta dalla guerra”.

Dagalo ha dichiarato che la tregua sarà accompagnata dall’istituzione di un meccanismo di monitoraggio sul terreno, supervisionato dal cosiddetto Quad – Egitto, Arabia Saudita, Eau e Stati Uniti – insieme all’Unione africana e ad altre organizzazioni internazionali, per garantire che gli aiuti raggiungano le aree colpite. Il leader delle Rsf ha inoltre promesso misure interne di responsabilità per i combattenti coinvolti in abusi e la protezione degli uffici delle organizzazioni umanitarie.

Le Rsf sono state accusate da Ong e diplomatici di gravi atrocità, tra cui il massacro di oltre 2.000 civili ad El Fasher, città strategica del Darfur conquistata dal gruppo nell’ottobre scorso.

L’annuncio arriva il giorno dopo il rifiuto da parte del capo dell’esercito, Abdel Fattah al-Burhan, di un piano sostenuto dal Quad che prevedeva una tregua umanitaria di tre mesi seguita da un processo politico di nove mesi volto a raggiungere un accordo permanente.

I combattimenti tra esercito e Rsf sono iniziati nell’aprile 2023, trasformando la crisi sudanese in una delle più gravi emergenze umanitarie al mondo. 

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