La Corte per la lotta ai crimini economici e al terrorismo del Benin (Criet) ha emesso un mandato di arresto internazionale per l’attivista e panafricanista beninese (la cittadinanza gli è stata tuttavia revocata) Kemi Seba e per l’attivista politico Sabi Sira Korogone.
Lo rivelano i media beninesi e lo stesso Seba lo ha confermato con un video sui suoi canali social. Entrambi sono accusati dalle autorità beninesi di “giustificazione di crimini contro la sicurezza dello Stato”, “incitamento alla violenza” e “incitamento alla sedizione” per alcuni video pubblicati durante e dopo le ore del tentato colpo di Stato in Benin in cui incitavano i militari e la popolazione a sostenerli.
Kemi Seba (il suo vero nome è Stellio Gilles Robert Capo Chichi) è una figura molto nota e da anni particolarmente influente del neo-panafricanismo: è noto per le sue proteste radicali contro l’influenza occidentale in Africa, in particolare per la sua campagna contro il franco Cfa, è stato arrestato ed espulso più volte da diversi paesi africani e la Francia gli ha revocato la cittadinanza dopo che lui ha pubblicamente bruciato il suo passaporto francese (è nato in Francia da genitori beninesi). A ottobre 2024 fu anche arrestato in Francia: il suo avvocato, Juan Branco, riferì che l’attivista era sospettato di spionaggio per conto di Paesi stranieri. Seba fu successivamente rilasciato senza accuse.
Negli anni, Seba è diventato una figura sempre più controversa e nota e dopo che il Benin gli ha revocato la cittadinanza è stato nominato consigliere speciale del leader della giunta militare in Niger, Abdourrahmane Tchiani.



