Gli Stati Uniti hanno avviato nei giorni scorsi il congelamento delle procedure per i visti d’immigrazione di cittadini di 75 Paesi, tra i quali 26 Stati africani, nell’ambito di un più ampio inasprimento delle politiche migratorie voluto dall’amministrazione del presidente Donald Trump. La decisione riguarda i visti che consentono l’ingresso permanente negli Usa e non si applica ai visti temporanei per turismo o affari, che restano disponibili.
Tra i Paesi africani interessati figurano, tra gli altri, Algeria, Camerun, Capo Verde, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Ghana, Nigeria, Repubblica Democratica del Congo, Senegal, Somalia, Sudan, Tanzania, Togo, Tunisia e Uganda. La misura, entrata in vigore il 21 gennaio, è stata giustificata dal Dipartimento di Stato come necessaria per rivedere i criteri di ammissibilità dei richiedenti, in particolare per prevenire l’ingresso di persone ritenute a rischio di diventare una “public charge” (peso per l’assistenza pubblica).
La sospensione rimarrà in vigore a tempo indeterminato finché non saranno aggiornate le procedure di controllo e selezione dei richiedenti, con forti timori tra le comunità e le famiglie dei Paesi colpiti per le ricadute su migrazioni legali e ricongiungimenti familiari.



