Gli Stati Uniti hanno minacciato di ridurre l’assistenza al Sud Sudan se il governo di Juba non abolirà le tariffe applicate ai carichi umanitari, definite illegittime ed eccessive. Lo riferisce Reuters citando una dichiarazione diffusa dal Bureau of African Affairs del Dipartimento di Stato nella quale Washington ha accusato le autorità sudsudanesi di imporre costi ingiustificati sulle spedizioni di aiuti e di ostacolare le operazioni di pace delle Nazioni Unite, in violazione degli obblighi internazionali del Paese.
Gli Stati Uniti, che hanno già effettuato quest’anno tagli definiti “rapidi e profondi” all’assistenza estera, restano il principale donatore umanitario del Sud Sudan, uno Stato di circa 12 milioni di abitanti segnato da instabilità cronica dopo l’indipendenza dal Sudan nel 2011.
Secondo Reuters, diversi donatori internazionali avevano già espresso in passato forti riserve sui tentativi del governo di tassare le importazioni di aiuti umanitari. La posizione statunitense prevede che, in assenza di una sospensione immediata di tali pratiche, venga avviata una revisione complessiva dell’assistenza, con possibili riduzioni sostanziali dei finanziamenti.
Un rapporto delle Nazioni Unite pubblicato a settembre ha indicato la corruzione delle élite politiche come uno dei fattori centrali della crisi umanitaria nel Paese, mentre il governo di Juba ha respinto queste conclusioni, attribuendo le difficoltà a conflitti in corso, agli effetti dei cambiamenti climatici e alle interruzioni delle esportazioni di petrolio causate dalla guerra nel vicino Sudan.



