Etiopia, un campo militare segreto per addestrare i paramilitari sudanesi?

di Tommaso Meo
I paramilitari sudanesi delle Rsf

L’Etiopia ospiterebbe un campo segreto destinato all’addestramento di migliaia di combattenti delle Forze di supporto rapido (Rsf), il gruppo paramilitare impegnato nel conflitto civile in Sudan. È quanto emerge da un’approfondita inchiesta visuale condotta dall’agenzia Reuters che cita fonti locali e analizza immagini satellitari, segnalando un potenziale allargamento regionale della crisi che rischia di coinvolgere potenze del Medio Oriente.

In base alle informazioni riportate, il sito sarebbe situato nella regione occidentale etiope di Benishangul-Gumuz, vicino al confine con il Sudan, e rappresenterebbe la prima prova diretta del coinvolgimento di Addis Abeba nella guerra.

Secondo quanto riferito da otto fonti, tra cui un alto funzionario governativo etiope, la costruzione della struttura sarebbe stata finanziata dagli Emirati Arabi Uniti, che avrebbero fornito anche istruttori militari e supporto logistico. La ricostruzione trova riscontro in una nota interna dei servizi di sicurezza etiopi e in una comunicazione diplomatica riservata visionata da Reuters, sebbene il ministero degli Esteri degli emiratino abbia negato qualsiasi partecipazione al conflitto o alle ostilità.

Le immagini satellitari, fornite da società specializzate come Vantor e Airbus Defence and Space, mostrano un’intensificazione delle attività a partire dall’ottobre scorso, con la costruzione di tende e strutture in metallo in un’area precedentemente boschiva nel distretto di Menge. Secondo i documenti citati dall’inchiesta, a inizio gennaio circa 4.300 combattenti delle Rsf stavano svolgendo addestramento militare nel sito, la cui capacità potrebbe arrivare a ospitare fino a 10mila unità.

L’inchiesta evidenzia inoltre lavori di ampliamento presso il vicino aeroporto di Asosa, distante circa 53 chilometri dal campo, dove sarebbero in corso opere per ospitare droni da combattimento; infrastrutture che secondo esperti militari occidentali potrebbero servire per rifornire le forze paramilitari oltre il confine sudanese. Questo sviluppo si inserisce nel contesto dei forti legami tra Abu Dhabi e il governo del primo ministro Abiy Ahmed, suggellati da aiuti e investimenti per circa tre miliardi di dollari promessi poco dopo il suo insediamento nel 2018.

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