Nonostante giorni di incontri intensi sia a Foumban che a Yaoundé, i leader dell’opposizione camerunese non sono riusciti a convergere su un candidato comune per le presidenziali del 12 ottobre 2025. Lo riferiscono i principali media internazionali, precisando che i colloqui, organizzati alla ricerca di un’alleanza capace di sfidare il presidente Paul Biya, si sono arenati a causa di rivalità personali e sospetti di ingerenze esterne.
Questa divisione emerge in un contesto elettorale già carico di tensione: il Consiglio costituzionale ha confermato l’esclusione del principale leader dell’opposizione, Maurice Kamto, sostenendo l’annullamento della sua candidatura per motivi giuridici che non hanno convinto molti osservatori. L’esclusione ha innescato proteste, aumentato la presenza delle forze di sicurezza nella capitale e sollevato dubbi sulla credibilità dell’intero processo elettorale.
Tra i candidati ufficialmente approvati dalla commissione elettorale si trovano figure del calibro di Issa Tchiroma Bakary, Bello Bouba Maïgari e Hermine Patricia Tomaïno Ndam Njoya, oltre allo stesso Paul Biya. Tuttavia, l’assenza di un candidato unitario dell’opposizione rischia di compromettere la capacità di mobilitazione, riducendo significativamente le probabilità di contendere seriamente la presidenza all’inquilino di Etoudi.
I colloqui, lungamente attesi come momento di svolta, si sono rivelati una conferma delle profonde divisioni politiche tra i principali leader. Il blocco della candidatura di Kamto, punto di riferimento dell’opposizione moderata, ha destabilizzato l’intera strategia elettorale e alimentato accuse di esclusione sistemica, secondo la Associated Press.
Le tensioni scaturite dalla crisi dell’opposizione e dalle esclusioni elettorali potrebbero sfociare in proteste diffuse, mettendo alla prova la tenuta del regime di Biya, già criticato per longevità, corruzione e gestione autoritaria.
A due mesi dalle presidenziali del 12 ottobre, l’opposizione camerunese non sembra riuscire a presentarsi con un fronte unito, mentre il presidente Paul Biya, in carica da 43 anni, rimane l’unico volto forte sulla scena politica. La frammentazione interna e le questioni legate alla trasparenza elettorale sollevano interrogativi sulla tenuta democratica e sulla possibilità di una reale alternanza.



