Disastro Ethiopian Airlines: passeggeri di 35 nazionalità a bordo

di Raffaele Masto

Subito dopo il decollo da Addis Abeba il pilota del Boeing 737 dell’Ethiopian Airlines precipitato una cinquantina di chilometri a sud della capitale etiope, aveva comunicato di avere problemi e chiesto il permesso di tornare a terra. Lo si è appreso da fonti della compagnia che hanno specificato di non essere ancora in grado di fare ipotesi sui motivi dell’incidente.  L’aereo era diretto nella capitale del Kenya, Nairobi.

Secondo la lista dei passeggeri a bordo c’erano viaggiatori di 35 nazionalità diverse, anche otto italiani. Tra questo ultimo tre membri di una Ong di Bergamo, “Africa Tremila”, una coppia di Arezzo e l’assessore ai beni culturali della regione Sicilia, Sebastiano Tusa, archeologo di fama internazionale e sovraintendente del Mare della Regione. Tusa andava in Kenya per un progetto dell’Unesco.

L’amministratore delegato dell’Ethiopian Airlines, Tewolde Gebremariam, in una conferenza stampa, ha detto che è troppo presto per fare ipotesi sulla causa dell’incidente e che saranno condotte ulteriori indagini in collaborazione con tutte le controparti, inclusi il produttore Boeing, l’Autorità dell’aviazione civile etiopica e altri enti internazionali.  Il comandante dell’aereo, Yared Getachew, aveva accumulato piu’ di 8.000 ore di volo con una lodevole prestazione ed il suo vice, Ahmed Nur Mahammod, ne aveva 200. Il velivolo era tornato da Addis Abeba da Johannesburg stamattina ed era stato sottoposto a un primo rigoroso controllo di manutenzione il 4 febbraio di quest’anno.

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