A poco più di due mesi dalle presidenziali in Costa d’Avorio, l’ex capo di Stato Laurent Gbagbo ha invitato i suoi sostenitori a opporsi alla candidatura del presidente uscente Alassane Ouattara per un quarto mandato, rilanciando la sua. “Dobbiamo essere chiari e inequivocabili: non ci sarà un quarto mandato”, ha detto Gbagbo in un discorso pronunciato il 16 agosto ad Abidjan, davanti a migliaia di attivisti riuniti nella piazza Figcayo di Yopougon, sua storica roccaforte.
Nonostante sia stato dichiarato ineleggibile, l’ottantenne leader del Partito Popolare Africano (Ppa-Ci) ha ribadito la sua intenzione di correre alle elezioni del 25 ottobre e ha chiesto la liberazione di undici membri del suo partito arrestati con l’accusa di “atti terroristici” dopo gli incidenti di inizio agosto.
La piazza ha visto la partecipazione anche di militanti del Partito Democratico della Costa d’Avorio (Pdci), che insieme al Ppa-Ci guida l’opposizione a Ouattara. Quest’ultimo ha annunciato a luglio la propria candidatura, sostenendo che la Costituzione gli consenta un quarto mandato. Nel 2020 il Consiglio costituzionale ha infatti stabilito che l’adozione della nuova Carta nel 2016 aveva azzerato il conteggio dei mandati, decisione da sempre contestata dalle opposizioni.
Altri leader storici non potranno partecipare al voto: l’ex braccio destro di Gbagbo, Charles Blé Goudé, e l’ex premier in esilio Guillaume Soro sono stati esclusi dalle liste per condanne giudiziarie, mentre il presidente del Pdci Tidjane Thiam è stato dichiarato ineleggibile per ragioni di nazionalità.



