Ciad – Deby annuncia stato d’emergenza nell’Est per conflitti etnici

di Marco Simoncelli
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Il presidente del Ciad, Idriss Deby Itno, ieri ha dichiarato lo stato d’emergenza in due province dell’Est del Paese dopo i violenti scontri interetnici che di recente hanno causato decine di vittime.

La misura durerà per tre mesi nelle provincie di Sila e Ouaddaï, dove 50 persone sono morte negli ultimi 10 giorni negli scontri fra pastori nomadi e allevatori stanziali, secondo quanto annunciato dalla presidenza di N’jamena. “D’ora in avanti dispiegheremo l’esercito sul terreno che garantirà la sicurezza della popolazione nella regione”, ha dichiarato il Deby, “dobbiamo disarmare tutti i civili che posseggono armi”.

Le due province si trovano al confine con il Sudan. I conflitti tra agricoltori sedentari e pastori nomadi, molti appartenenti al gruppo etnico Zaghawa di cui fa parte lo stesso Deby, sono comuni in questa zona di transumanza. Anche in questo caso, spiega Rfi, si è trattato di un incidente tra queste due comunità a far scoppiare le violenze, la scoperta dei corpi di due giovani allevatori.

Mentre la siccità e la crescita della popolazione stanno aggravando il conflitto, Deby ieri ha anche puntato il dito sull’afflusso di armi che entrano illegalmente nel Paese dalle zone di conflitto in Libia, Repubblica Centrafricana e Sudan.

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