• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (3/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (2/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”

Edizione del 13/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Autore

claudia

claudia

    CINEMA

    Il cinema di Peck incontra l’eredità politica di Orwell: un documentario urgente

    di claudia 4 Giugno 2025
    Scritto da claudia

    di Annamaria Gallone

    Presentato nella sezione Cannes Première del Festival di Cannes 2025, Orwell: 2+2=5 è il nuovo e potentissimo film documentario di Raoul Peck, regista haitiano di fama internazionale noto per il suo cinema militante e politico. Dopo aver indagato la vita e l’opera di figure cruciali come James Baldwin, Ernest Cole e Patrice Lumumba, Peck si concentra ora su George Orwell, pseudonimo di Eric Arthur Blair, scrittore e pensatore britannico il cui romanzo distopico 1984 si impone ancora oggi come una delle più lucide analisi dei meccanismi di controllo e repressione del potere.

    Con Orwell: 2+2=5, Peck costruisce un’opera dirompente, stratificata, dove la biografia dello scrittore britannico non è che il punto di partenza per una riflessione ben più ampia, profonda e attuale. Il film attraversa la vita di Orwell a ritroso e a balzi, abbandonando una narrazione lineare per privilegiare un approccio per suggestioni e connessioni tematiche: dalla nascita in India coloniale al servizio nella Polizia imperiale in Birmania, dalla partecipazione alla Guerra civile spagnola fino agli ultimi anni di vita, segnati dalla malattia e dalla stesura di 1984, pubblicato nel 1949.

    Peck non si limita a ricostruire la vita dell’autore: ciò che lo interessa è la forza profetica del suo pensiero, la sua capacità di leggere — e prevedere — le derive autoritarie del nostro presente. Nel cuore del film, la scrittura di 1984 diventa una lente per esplorare un mondo in cui la sorveglianza di massa, la manipolazione della verità, la neolingua e la repressione del dissenso non sono più solo finzione distopica, ma realtà quotidiana.

    Il film si muove come un’onda che parte dall’impatto della pietra nell’acqua — la figura di Orwell — e si propaga in cerchi concentrici sempre più ampi: il colonialismo come fondamento del capitalismo occidentale, la crisi della verità nel tempo dei “fatti alternativi”, la mistificazione storica, la censura, la propaganda. E infine, il ruolo nevralgico giocato oggi da cinema, immagini, media, social network nel plasmare — e manipolare — la percezione collettiva.

    Il film si presenta come un collage febbrile, un montaggio serrato e poetico di materiali eterogenei: spezzoni cinematografici, immagini d’archivio, testimonianze, filmati di repertorio, citazioni. Peck attinge a un immaginario visivo vastissimo: dalle trasposizioni cinematografiche di 1984 (Michael Radford, Rudolph Cartier, Michael Anderson) ai film ispirati alla poetica orwelliana come Brazil di Terry Gilliam, Minority Report, Fahrenheit 451 (versione di Ramin Bahrani) e Babij Jar. Kontekst di Sergei Loznitsa. Immagini drammatiche della storia recente — come il corpo senza vita del piccolo Aylan Kurdi sulla spiaggia di Bodrum — si intrecciano con riflessioni sul capitalismo della sorveglianza e sulla nuova classe dirigente tecnologica: Bezos, Musk, Zuckerberg, Altman, Pichai, fino a l’onnipresente Donald Trump, icona del populismo mediatico.

    A fare da filo conduttore, la voce narrante intensa e misurata di Damian Lewis, nei panni di un Orwell morente, che riflette sul senso della verità, sul destino degli oppressi, sulla resistenza possibile.

    Il film è pervaso da un senso di urgenza. Peck, intervenuto al Festival Visions du Réel, ha dichiarato:“Le parole non hanno più alcun significato. La scienza non ha più alcun significato. Non c’è verità, solo ‘fatti alternativi’. Viviamo in un mondo capovolto dove nessuno dice nulla. Siamo terrorizzati. Ecco a cosa assomiglia il terrore. Si insinua lentamente.”

    E così, nel mondo che Peck racconta, la neolingua orwelliana ha trovato piena cittadinanza: “L’ignoranza è forza”, “La guerra è pace”, “La libertà è schiavitù”. Le analogie con il nostro presente sono impressionanti. Peck accosta leader sovranisti come Meloni, Orban, Milei, Trump in un crescendo di retorica nazionalista e fake news, mentre la realtà si sgretola sotto i colpi del controllo e della paura.

    Peck non nasconde la sua prospettiva: è militante, dichiaratamente politica, a tratti radicale. Per alcuni potrà risultare retorico, ma la veemenza non compromette la lucidità dell’analisi. Anzi, è proprio nella forza emotiva e nella rabbia — sempre controllata — che risiede l’autenticità del suo cinema. La sua opera non si limita a denunciare, ma cerca di disinnescare i miti della narrazione dominante, di smascherare il meccanismo del potere.

    In uno dei momenti più controversi, il regista associa la parola “antisemitismo” all’uso strumentale che ne farebbe il premier israeliano Benjamin Netanyahu, suggerendo che la si impieghi per giustificare politiche aggressive verso il popolo palestinese. Una provocazione forte, coerente con la tensione critica che attraversa tutto il film.

    Orwell: 2+2=5 è molto più di un documentario biografico: è un’opera visiva complessa, un pamphlet cinematografico, un grido d’allarme. Raoul Peck restituisce Orwell al presente e mostra quanto i suoi avvertimenti non fossero semplice immaginazione distopica, ma un disegno profetico della realtà contemporanea.

    Alla proiezione nella sala Debussy, gremita fino all’ultimo posto, il film è stato accolto da una standing ovation di quasi 20 minuti. Una risposta emotiva e politica a un’opera che, senza mezzi termini, ci ricorda che la verità è il primo campo di battaglia del potere. E che oggi, forse più che mai, leggere — e vedere — Orwell è un atto di resistenza

    Condividi
    4 Giugno 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Sfollati invisibili: il Camerun in cima alla lista delle emergenze ignorate

    di claudia 4 Giugno 2025
    4 Giugno 2025

    di Céline Camoin Secondo il Norwegian Refugee Council, il Camerun affronta tre crisi sovrapposte che hanno causato massicci sfollamenti, ma ricevono scarso sostegno, attenzione mediatica e impegno politico. Il silenzio …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • LO SCATTO

    Mayotte, due ragazzi si allenano alla boxe

    di claudia 4 Giugno 2025
    4 Giugno 2025

    Due ragazzi si allenano alla boxe in un quartiere popolare della città di Mamoudzou, capitale di Mayotte, devastato dal passaggio del ciclone Chido avvenuto alla fine dello scorso dicembre. – …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    In Namibia il nuovo visto causa disagi e code alle frontiere

    di claudia 4 Giugno 2025
    4 Giugno 2025

    Dopo l’introduzione del visto all’arrivo il 1° aprile, gli aeroporti internazionali di Windhoek (Hosea Kutako) e Walvis Bay, in Namibia, hanno visto la formazione di lunghe code, causando frustrazione tra …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Il Burundi verso le elezioni parlamentari

    di claudia 4 Giugno 2025
    4 Giugno 2025

    Si è conclusa nel fine settimana la campagna elettorale in Burundi, in vista delle elezioni parlamentari e comunali del 5 giugno. Il partito al potere da 20 anni, il Cndd-Fdd, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWSSOCIETÀ

    Nigeria, il Paese più pericoloso al mondo per partorire

    di claudia 3 Giugno 2025
    3 Giugno 2025

    La Nigeria si classifica come il Paese più pericoloso al mondo dove partorire. Lo rivela la Bbc che cita le stime più recenti delle Nazioni Unite relative al 2023, secondo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sulla questione del Sahara Occidentale, il Regno Unito si schiera con il Marocco

    di claudia 3 Giugno 2025
    3 Giugno 2025

    Il Marocco ha ottenuto una nuova vittoria diplomatica sulla spinosa questione del Sahara Occidentale, incassando il sostegno del governo del Regno Unito. Il ministro degli Esteri britannico David Lammy considera …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Kenya, gli attivisti Mwangi e Atuhaire accusano la Tanzania di torture e violenze

    di claudia 3 Giugno 2025
    3 Giugno 2025

     “Ti sottopongono a torture sessuali e ti dicono che se parli verrai denunciato alla tua famiglia e tutto il resto”. A parlare, ieri a Nairobi in una conferenza stampa spettrale, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Guerra in Sudan, Hemetti minaccia nuovi attacchi e accusa l’Egitto

    di claudia 3 Giugno 2025
    3 Giugno 2025

    Il comandante delle Forze di Supporto Rapido (Rsf), Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemetti, ieri ha lanciato un avvertimento, minacciando attacchi imminenti contro le città di El Obeid (Stato del …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Uganda, grossa esplosione nei pressi di un santuario a Kampala

    di claudia 3 Giugno 2025
    3 Giugno 2025

    Questa mattina, prima delle 9 ora di Roma, si è verificata una grossa esplosione nei pressi di un santuario cattolico nella capitale ugandese, Kampala e si presume che ad esplodere …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Allarme colera in Sudan: è crisi nella crisi

    di claudia 3 Giugno 2025
    3 Giugno 2025

    di Valentina Giulia Milani Nel solo Stato di Khartoum, il 2025 ha già registrato 7.700 casi di colera e 185 decessi, inclusi oltre 1.000 bambini sotto i cinque anni. L’epidemia …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NATURANEWS

    Kenya, il governo vuole costruire hotel nei Parchi nazionali

    di claudia 3 Giugno 2025
    3 Giugno 2025

    Il Kenya Wildlife Service (Kws), l’autorità per i parchi nazionali e la fauna selvatica del Kenya, ha autorizzato la costruzione di tre hotel all’interno del Parco nazionale Meru. Lo ha …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VERO

    Paradiso sommerso: alla scoperta delle meraviglie nascoste nelle acque del Canale di Mozambico

    di claudia 2 Giugno 2025
    2 Giugno 2025

    di Francisco Machava Tra il Mozambico e il Madagascar si apre un tratto di Oceano Indiano straordinario: il Canale di Mozambico. Questo braccio d’acqua è un ecosistema unico, dove la …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    La destra africana spinta dal vento del “Make America Great Again”

    di claudia 1 Giugno 2025
    1 Giugno 2025

    Di Stefano Pancera In Africa sta emergendo una nuova destra cristiana conservatrice, ispirata al movimento “Make America Great Again” di Donald Trump. Alimentata da fondi e ideologie statunitensi, questa rete …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • CONTINENTE VEROIL SETACCIO DELLA STORIA - U. Chelati Dirar

    Sulle tracce dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli

    di claudia 1 Giugno 2025
    1 Giugno 2025

    di Uoldelul Chelati Dirar Continua la nostra rassegna di luoghi e istituzioni “della memoria” che hanno avuto un ruolo importante nella storia delle relazioni tra Italia e Africa. Dopo il …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • …
  • 113
  • 114
  • 115
  • 116
  • 117
  • …
  • 842

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Il Niger non è più un’eccezione: la stretta anti Lgbt difende il “patto familiare”

    13 Giugno 2026
  • La capitale della Somalia Mogadiscio vieta il bestiame per le strade

    13 Giugno 2026
  • Africa e America Latina: nuove alleanze per le sfide globali

    13 Giugno 2026
  • Sicurezza illusoria

    12 Giugno 2026
  • Più di 200 jihadisti uccisi nei nuovi raid coordinati tra le forze nigeriane e il comando Usa

    12 Giugno 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 13/06/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl