A Modena si è corsa la maratona dell’umanità

di Stefania Ragusa
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Senza sosta, per 29 ore, sono stati letti e ricordati i nomi delle persone morte in mare nel tentativo di entrare nella Fortezza Europa, dal 1993 a oggi.

“Sconosciuto, sconosciuto, sconosciuto…” Quando senti questa parola per la centesima volta di fila, ti colpisce come una sferzata in viso. Figuriamoci sentirla  pronunciare per più di ventimila volte. «A me è toccata una lista con 199 “sconosciuto” e solo una persona che veniva dalla Somalia, come mia nonna», dice Umberto, che non riusciva ad andare avanti nella lettura. La lingua si rifiutava di pronunciare la parola “sconosciuto” nel silenzio della notte modenese. Eppure Umberto è persona abituata a parlare in pubblico. Di cognome fa Costantini, ed è il sindaco di Spilamberto, un comune della cintura modenese.

34.361 persone hanno lasciato la vita nel Mediterraneo dal 1993 ad oggi. I loro nomi, o anche solo la parola “sconosciuto” per i troppi a cui non è stato possibile ridare almeno la dignità del nome, sono stati ricordati nelle 29 ore della Maratona dell’umanità. Lettori di tantissime associazioni modenesi, esponenti della vita pubblica della città e cittadini, si sono dati il cambio, senza sosta alcuna dalle 8 del 22 alle 13 del 23 dicembre.

In Piazza Grande, cuore della città, a fianco alla Preda Ringadora, che serviva da pulpito agli oratori modenesi medioevali, si è ravvivata la memoria di tutti quelli che hanno lasciato la vita per seguire il diritto a una vita migliore.«È una maratona dell’umanità che proviene e passa da innumerevoli paesi», dice Franco Zavatti, sindacalista, «paesi con campi profughi, in cui sono stato recentemente e dove la domanda che ti fanno è… ma come si fa a venire nel tuo paese? Ecco, il rischio è che ce li troviamo poi, come sconosciuti da paesi sconosciuti! ».

Dare la dignità di un nome o di un ricordo alle vittime delle migrazioni, a persone di cui non si è potuto neanche elaborare il lutto. L’idea nasce in alcune associazioni di Modena ed è stata promossa da Porta Aperta Modena, Modena per gli Altri, Forum Provinciale del Terzo Settore, Tam Tam di Pace, Scuola di Pallavolo Anderlini, coordinate dal Centro Servizi per il Volontariato di Modena e con il patrocinio del Comune di Modena.
Stefania Vecchi, tra le promotrici della manifestazione,  ricorda che in primis si è voluto fare una ricerca di umanità, costruire qualcosa che facesse bene a noi, ma che avesse anche un valore collettivo, che facesse esprimere la città sul valore della solidarietà, per dimostrare che in questa città l’umanità non è morta. E in più dare ai migranti la possibilità di conoscere un altro volto della città, il volto di una città che si commuove.

Commozione, senso di sospensione, pianto. Specie nella notte, il suono delle parole nella piazza vuota, senza i suoni dell’avvicinarsi del Natale,  da’ un forte senso di spaesamento e di immedesimazione nella parola… “sconosciuto”. La notte ci consegna la presenza di queste persone che non sono più tra noi. Si ricostruisce un futuro per persone a cui è stato negato anche il passato.

Dice Enza Rando di Libera: «Per me è una grande tristezza leggere “sconosciuto”. Leggendo “sconosciuto” ogni volta ho cercato di immaginarmi la storia che ci sarebbe potuta essere dietro a quella persona, uomo, donna, bambino, i loro sogni, cosa cercavano e cosa lasciavano, che ricchezza avrebbero potuto essere anche per noi. Mi piacerebbe che questo paese potesse ricostruire i nomi e le storie di quelli che oggi sono “sconosciuti” e possa chiedere scusa».

 «Questo tipo di manifestazione è un modo per ricordare quelli che muoiono in mare e che moriranno ancora più numerosi», commenta Claudia Lodesani di Medici Senza Frontiere, «visto che oggi è stato distrutto il sistema SAR (Search And Rescue) nel Mediterraneo. Proprio oggi abbiamo 300 persone a bordo dell’Open Arms, che non hanno un porto vicino a cui attraccare. Hanno davanti a loro una settimana di difficile navigazione fino alla Spagna, unico paese che si è detto disponibile all’accoglienza. Bisogna essere umani e rispettare la legge internazionale sul salvataggio in mare».

Alla fine sono state più di 150 le realtà che hanno preso parte alla manifestazione, con più di 200 lettori. È forse poco, ma in tempi oscuri come quelli che stanno vivendo le nostre società, è un segnale di speranza. Un monito a lavorare per quello che unisce gli uomini: il diritto ad una vita migliore.

Dante Farricella

L’elenco delle associazioni che hanno organizzato e aderito alla Maratona dell’umanità si trova a questo link

Le immagini della Maratona per l’umanità si possono vedere qui

https://www.facebook.com/pg/AdifferenteyeModena/photos/?tab=album&album_id=2308250176118523&tn=-UC-R

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