Nigeria, crolla la versione ufficiale sulla strage dei minatori: «Morti in cella per asfissia»

di Tommaso Meo

I trentatrè minatori d’oro nigeriani, di cui 14 minorenni, deceduti a settembre mentre erano in arresto, sono morti a causa del grave sovraffollamento, della scarsa ventilazione e della negligenza dei loro carcerieri. È quanto emerge dal rapporto di una commissione d’inchiesta parlamentare nigeriana, che ha presentato le sue conclusioni questa settimana.

I minatori artigianali sono morti a Minna, nello Stato del Niger (Nigeria centrale), all’interno della sede del Corpo di sicurezza e difesa civile della Nigeria (Nscdc), un gruppo paramilitare statale che collabora con la polizia per garantire la sicurezza e proteggere le infrastrutture sensibili. Il rapporto della Commissione viene definito da diversi giornali nigeriani «devastante» per i responsabili del centro di detenzione. Il documento ha concluso che «le circostanze dell’arresto hanno costituito un trattamento crudele, inumano e degradante».

Il capo della commissione, Jonathan Kure, presentando il rapporto, ha contraddetto la versione inizialmente sostenuta dall’Nscdc, secondo cui i decessi erano da attribuire a un non meglio specificato malore: «Questo incidente costituisce una tragedia evitabile avvenuta in un contesto carcerario, causata da un sovraffollamento estremo e da condizioni di detenzione illegali e inadeguate» ha detto. «La prolungata reclusione in una cella di detenzione gravemente sovraffollata e scarsamente ventilata» insieme «allo stress da calore» e alla «disidratazione» sono stati elementi che hanno portato alla morte per asfissia dei detenuti.

«I detenuti hanno ripetutamente sbattuto contro le porte e le pareti delle celle, gridando aiuto e implorando acqua» ha aggiunto. «Queste richieste di aiuto sono state sentite dagli agenti in servizio nelle vicinanze, ma non è stato intrapreso alcun provvedimento». La cella ospitava 74 detenuti ed era dotata di «una porta di metallo massiccio, ventilazione insufficiente, assenza di acqua corrente, illuminazione inadeguata e servizi igienici fuori servizio».

Le prime notizie parlavano di 37 morti, ma il capo della Commissione d’inchiesta incaricata di accertare i fatti ha chiarito ieri che le vittime in realtà erano 33.

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