Oltre 80 morti in nuovi scontri intercomunitati in Sud Sudan

di Tommaso Meo

Almeno 84 persone sono state uccise in due attacchi tra comunità rivali avvenuti il 26 e 27 ottobre nella contea di Tonj Nord, nello Stato di Warrap, nel centro del Sud Sudan. Secondo le autorità locali, durante le violenze sono stati rubati capi di bestiame e incendiati diversi mercati.

Questo genere di aggressioni nel Paese sono alimentate spesso da furti di bestiame, vendette e controversie amministrative. Le Chiese del Sud Sudan hanno chiesto l’avvio di un dialogo tra le comunità per affrontare le cause delle violenze, mentre le organizzazioni della società civile sollecitano un intervento delle autorità.

«Chi è responsabile della fornitura di armi e munizioni alle nostre comunità di Tonj, rendendo possibili queste violenze mortali?» ha chiesto Edmund Yakani, direttore dell’organizzazione per la società civile Cepo, parlando con Radio France Internationale (Rfi).

Queste violenze avvengono a poche settimane dalle elezioni previste per dicembre, in un clima politico però ancora instabile. Secondo la Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani in Sud Sudan lo scioglimento del governo di unità nazionale da parte del presidente Salva Kiir e la destituzione del vicepresidente Riek Machar, avvenuti il mese scorso, costituiscono un «colpo di Stato istituzionale».

Gli esperti delle Nazioni Unite hanno chiesto una soluzione politica inclusiva, una maggiore protezione dei civili e istituzioni capaci di prevenire nuove violenze.

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