L’ex presidente del Madagascar Rajoelina potrà essere processato

di Tommaso Meo
Andry Rajoelina

La Corte costituzionale del Madagascar ha autorizzato il Polo anticorruzione (Pac) a perseguire l’ex presidente Andry Rajoelina, l’ex primo ministro Christian Ntsay e diversi ex ministri per presunti reati finanziari. Tra le contestazioni ci sono appropriazione indebita di fondi pubblici, riciclaggio e falsificazione di documenti.

Il Pac aveva interpellato la Corte il 6 ottobre per chiarire se potesse procedere contro gli ex dirigenti, di norma soggetti alla giurisdizione dell’Alta Corte di giustizia per i reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni.

La Corte ha stabilito che gli atti di corruzione «finalizzati a soddisfare interessi personali» non rientrano nelle funzioni presidenziali e possono quindi essere giudicati dalla magistratura ordinaria. La pronuncia apre la strada a un possibile processo contro Rajoelina, destituito dalla presidenza nel 2025.

L’ex capo dello Stato e Ntsay sono sospettati di frode e appropriazione indebita di fondi pubblici nell’assegnazione di un appalto per banchi scolastici. Le indagini riguardano anche la gestione del Fondo sovrano malgascio, destinato a progetti strategici di sviluppo. Un altro procedimento riguarda la sottrazione di 36 chilogrammi di lingotti d’oro dal ministero delle Miniere, un caso che non vede coinvolto Rajoelina.

La decisione autorizza il Pac a procedere per presunta corruzione anche contro l’ex ministra dell’Istruzione Marie-Michelle Sahondrarimalala, già condannata per attentato alla sicurezza dello Stato, l’ex ministra dell’Economia e delle Finanze Rindra Rabarinirinarison, l’ex ministro delle Miniere Fidiniavo Ravokatra e l’ex segretario generale dello stesso ministero Herilaza Imbiki.

La Costituzione malgascia attribuisce all’Alta Corte di giustizia la competenza sui reati commessi dal presidente e dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni. La nuova interpretazione della Corte costituzionale distingue tuttavia tali reati dagli atti di corruzione compiuti per interesse personale. In questo modo si consente alla giustizia ordinaria di procedere senza la preventiva messa in stato d’accusa da parte del Parlamento.

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