Il Ciad ha respinto le accuse del Niger di aver condotto un attacco con droni sul territorio nigerino, con il presunto sostegno della Francia, provocando la morte di due civili e il ferimento di diverse persone. In una dichiarazione diffusa ieri, il ministro delle Comunicazioni e portavoce del governo ciadiano, Gassim Cherif Mahamat, ha definito le accuse «gravi e ripetute», chiedendo a Niamey di presentare prove concrete.
Secondo la ricostruzione riportata da Radio France Internationale (Rfi), l’attacco sarebbe avvenuto il 24 ottobre, intorno all’una di notte, nella zona di Emi Lulu, nella regione settentrionale di Agadez, causando anche danni a diversi veicoli. Il governo nigerino sostiene che le indagini delle forze di sicurezza e della magistratura abbiano permesso di individuare l’origine dell’incursione e ha annunciato l’intenzione di trasmettere gli elementi raccolti agli organismi internazionali.
Niamey ha denunciato una violazione della propria sovranità nazionale e della Carta delle Nazioni Unite, convocando l’ambasciatore ciadiano per una protesta ufficiale. Ha inoltre annunciato il ricorso al Consiglio di sicurezza dell’Onu e al Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione africana (Ua), chiedendo un’indagine internazionale indipendente.
Da parte sua, N’Djamena ha accusato il Niger di voler attribuire al Paese vicino la responsabilità delle proprie difficoltà in materia di sicurezza. Il governo ciadiano ha inoltre denunciato la mancata risposta di Niamey alle segnalazioni sulla presenza di gruppi ribelli ciadiani armati in territorio nigerino e sulla mancata restituzione di un disertore con il suo equipaggiamento.
La controversia si inserisce in un contesto di crescenti tensioni regionali. Il Niger accusa il Ciad di favorire attività di destabilizzazione e di offrire sostegno logistico a mercenari responsabili di attacchi contro civili e infrastrutture energetiche. Le accuse relative al coinvolgimento ciadiano e francese nel raid non hanno tuttavia ricevuto conferme indipendenti.
Pur ribadendo la disponibilità al dialogo e l’impegno nella lotta al terrorismo nel Sahel, il Ciad ha avvertito che difenderà i propri interessi nel rispetto del diritto internazionale. Anche il Niger si è riservato il diritto di adottare misure a tutela della propria sovranità e della popolazione.



