Egitto, Al-Sisi conferma l’addio nel 2030, ma la futura classe dirigente sarà formata dall’esercito

di Tommaso Meo

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha confermato che il suo mandato terminerà nel 2030 e ha annunciato un progetto per affidare all’Accademia militare egiziana la formazione di una nuova classe dirigente.

«La questione è stata definitivamente risolta e non sarà oggetto di discussione» ha detto al-Sisi nel fine settimana, durante una cerimonia di consegna dei diplomi presso l’accademia, escludendo qualsiasi modifica della Costituzione per prolungare la propria permanenza al potere.

Il capo dello Stato ha spiegato che il programma di formazione della nuova classe dirigente sarà rivolto a chi ha svolto un dottorato di ricerca, con l’obiettivo di prepararle ad assumere incarichi di responsabilità nella pubblica amministrazione e nelle istituzioni politiche. Durante i 30 mesi di formazione, i partecipanti approfondiranno il funzionamento dello Stato, le risorse nazionali e le modalità per garantirne la tutela. Al termine del percorso, secondo al-Sisi, i diplomati dovrebbero essere in grado di ricoprire incarichi che spaziano dalla presidenza della Repubblica ai ministeri, dai governatorati al parlamento.

«Non lascerò lo Stato egiziano se non quando sarà ricco di figli e figlie capaci di assumersi responsabilità», ha dichiarato il presidente, presentando l’iniziativa come uno strumento per garantire la continuità delle istituzioni dopo la conclusione del suo mandato.

La proposta attribuisce un ruolo centrale all’Accademia militare nella preparazione della futura classe dirigente civile e politica. Sotto la presidenza di al-Sisi, ex generale dell’esercito, l’apparato militare ha progressivamente ampliato la propria presenza nell’economia e nella gestione degli affari civili, oltre alle tradizionali funzioni di difesa nazionale.

Al-Sisi, che oggi ha 71 anni, è attualmente al suo terzo mandato presidenziale, ottenuto con la rielezione del dicembre 2023. Le modifiche costituzionali approvate attraverso un referendum nel 2019 hanno esteso la durata del mandato presidenziale da quattro a sei anni e gli hanno consentito di ricandidarsi.

Il presidente guida l’Egitto dal 2014, dopo aver diretto nel luglio 2013, in qualità di capo delle forze armate, la destituzione di Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli musulmani e primo presidente democraticamente eletto del Paese, in seguito a imponenti manifestazioni di protesta. Negli anni successivi, le autorità egiziane hanno condotto una vasta repressione contro la Fratellanza musulmana, consolidando il controllo del potere politico e delle istituzioni.

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