Dopo l’ennesimo incidente letale che ha coinvolto imbarcazioni fluviali nella Repubblica Democratica del Congo, le autorità hanno deciso la totale messa al bando della navigazione per barconi a fondo piatto in legno su fiumi, corsi d’acqua e laghi del Paese – chiamate “baleinières” – a partire dal 15 novembre.
La decisione è maturata a causa del reiterato mancato rispetto delle norme di sicurezza da parte degli operatori del settore, una condotta che continua a provocare naufragi con ingenti danni materiali e la perdita di numerose vite umane.
L’esecutivo aveva già adottato in passato diverse disposizioni per incrementare la sicurezza della navigazione, tra cui l’obbligo di indossare i giubbotti di salvataggio, il divieto di circolazione notturna, l’introduzione di controlli tecnici periodici e il piano per la graduale sostituzione dei natanti in legno con strutture metalliche. Gli incidenti sulle vie d’acqua interne restano tuttavia un fenomeno frequente nel territorio congolese, dove il trasporto fluviale e lacustre rappresenta uno dei principali mezzi di spostamento per collegare le diverse regioni.
Domenica sera, una collisione tra imbarcazioni sul fiume Congo ha causato la morte di almeno 30 persone e decine risultano ancora disperse. L’incidente è avvenuto vicino alla zona di Ngombe-Lukolela, nella provincia dell’Equatore, nel nord-ovest della Rdc.



