Il governo del Senegal ha denunciato presunti episodi di corruzione dietro la clamorosa decisione della Confederazione africana di calcio (Caf) di assegnare a tavolino il titolo della Coppa d’Africa 2025 al Marocco. La notizia ha scosso il mondo dello sport continentale, ribaltando l’esito della finale (vinta dal Senegal 1-0 ai tempi supplementari) a causa del comportamento di gran parte dei calciatori senegalesi. Il Senegal, dopo l’assegnazione di un rigore al Marocco negli ultimi minuti dei tempi regolamentari, aveva abbandonato il campo in massa, in protesta con l’arbitro.
Il ministro della Gioventù, dello Sport e della Cultura del Senegal, Khady Diene Gaye, ha annunciato ufficialmente che il Paese presenterà ricorso presso il Tribunale arbitrale dello sport di Losanna, in Svizzera, per contestare quella che ha definito una decisione ingiusta e priva di fondamento giuridico. Secondo le autorità di Dakar, lo Stato senegalese dispone di prove che dimostrerebbero pressioni indebite esercitate sui vertici della federazione continentale per favorire la nazione marocchina. Il danno d’immagine ed economico stimato per la perdita del titolo e dei relativi premi ammonta a oltre cinque milioni di euro, una cifra che la Federazione senegalese intende recuperare nelle sedi legali internazionali.
Il presidente della Repubblica del Senegal, Bassirou Diomaye Faye, ha espresso il suo pieno sostegno alla nazionale, ribadendo che il successo ottenuto sul campo non può essere cancellato da manovre di corridoio. Faye ha anche cambiato la sua foto di profilo del suo account Facebook esponendo ben in vista dietro le sue spalle il trofeo calcistico. In tutto il Paese africano ci sono state manifestazioni di protesta spontanee, mentre il governo ha invitato la popolazione alla calma in attesa del pronunciamento dei giudici svizzeri.
Dall’altra parte, il ministro dell’Educazione nazionale, del Prescuola e dello Sport del Marocco, Chakib Benmoussa, ha respinto ogni accusa, dichiarando che la propria nazione ha sempre operato nel pieno rispetto dei regolamenti sportivi internazionali.
La controversia rischia di incrinare i rapporti diplomatici tra i due Stati, storicamente alleati, e mette in imbarazzo il presidente della Caf, Patrice Motsepe, chiamato ora a fornire spiegazioni dettagliate sulla gestione della vicenda. Mentre il Marocco si prepara a celebrare il trofeo, il Senegal ha già mobilitato un pool di avvocati internazionali per bloccare l’assegnazione ufficiale della coppa. La tensione resta altissima e gli osservatori internazionali temono che questo scontro possa influenzare anche l’organizzazione delle prossime competizioni continentali previste per il 2027.



