Il Ruanda minaccia di ritirare i propri militari dal Mozambico

di Tommaso Meo

Il Ruanda potrebbe ritirare le sue truppe dalla missione internazionale in Mozambico se i finanziatori stranieri della missione non ne garantiranno la sostenibilità. Sono parole del ministro degli Esteri ruandese Olivier Nduhungirehe, che in un post su X ha scritto che le truppe ruandesi «vengono costantemente messe in discussione, diffamate, criticate, incolpate o sanzionate proprio dai Paesi che traggono vantaggio dal nostro intervento in Mozambico».

Il Ruanda, ha detto il ministro, «ritirerà le sue truppe dal Mozambico se non verranno garantiti finanziamenti stabili per le operazioni antiterrorismo a Cabo Delgado». Il possibile ritiro ruandese dal Mozambico potrebbe avere importanti ripercussioni, non solo sull’area di Cabo Delgado, ma anche su tutta l’industria energetica che nella regione ha importanti progetti di estrazione.

In un altro post su X, la portavoce del governo ruandese Yolande Makolo ha scritto che il costo del dispiegamento in Mozambico è almeno 10 volte superiore ai circa 20 milioni di euro erogati dal Fondo europeo per la pace, finanziamenti dell’Unione europea che scadranno a maggio. Se le autorità militari ruandesi «ritengono che il lavoro svolto dalle forze di sicurezza ruandesi a Cabo Delgado non sia apprezzato, avrebbero ragione a sollecitare il governo a porre fine a questo accordo bilaterale antiterrorismo e a ritirarsi» ha scritto Makolo.

La scorsa settimana, il Dipartimento di Stato americano ha imposto sanzioni e restrizioni sui visti ad alcuni alti funzionari militari ruandesi, accusati di «aver alimentato l’instabilità» nella Repubblica Democratica del Congo, una mossa per intensificare la pressione sul Paese dell’Africa orientale dopo le sanzioni che hanno colpito le sue forze armate. In risposta, le autorità ruandesi hanno criticato quelle che considerano «un’ingiustizia»: le sanzioni segnano un cambiamento nella politica del governo statunitense nei confronti del Ruanda, che per anni era riuscito a evitare la condanna internazionale per il suo presunto coinvolgimento militare nel territorio del suo vicino.

In Mozambico, invece, le truppe ruandesi stanno contribuendo a contrastare l’insurrezione jihadista iniziata nel 2017 a Cabo Delgado. Il gruppo islamista, chiamato Stato islamico del Mozambico, ha acquisito notorietà nel 2021, quando ha lanciato un attacco di 12 giorni contro la città costiera di Palma, uccidendo decine di agenti delle forze dell’ordine, civili locali e lavoratori stranieri, e costringendo la compagnia energetica francese TotalEnergies a interrompere un progetto di gas naturale liquefatto offshore da 20 miliardi di dollari nelle vicinanze, un progetto considerato fondamentale per lo sviluppo del Mozambico. Quell’attacco è uno dei motivi per cui le autorità locali hanno accolto con favore il dispiegamento dei militari ruandesi, nel luglio 2021.

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