Ieri è stata una lunga giornata di sciopero in Kenya, dove i matatu (van e bus privati che costituiscono il principale sistema di trasporto pubblico del Paese) sono rimasti fermi. La protesta era stata annunciata il 28 gennaio dagli operatori del settore: l’Associazione degli automobilisti del Kenya aveva dichiarato che lavoratori dei trasporti, proprietari di auto private, trasportatori e autisti di camion avrebbero sospeso le attività per sostenere gli operatori dei matatu, che chiedono al governo fondi, maggiori tutele e investimenti sulle infrastrutture stradali.
Alla vigilia della mobilitazione, tuttavia, la Federazione del settore dei trasporti pubblici (Fpts) aveva annunciato la sospensione dello sciopero per favorire l’apertura di un dialogo tra le parti coinvolte e ridurre le tensioni.
Nonostante ciò, in mattinata il centro di Nairobi è rimasto paralizzato dalla protesta. Tra le principali arterie bloccate dagli operatori figuravano Outering Road alla rotatoria di Kariobangi, tratti di Tom Mboya Street e Ronald Ngala Street, oltre alla Waiyaki Way, fondamentale per i pendolari diretti a Uthiru, Kabete, Kinoo, Kikuyu, Nakuru e nel Kenya occidentale. Anche lungo la superstrada Thika si sono registrati gravi disagi, con enormi ingorghi dopo che alcuni tratti erano stati sbarrati con pietre e autobus.
Secondo la stampa locale, almeno nove veicoli – tra matatu, autobus, camion e auto private – sono stati incendiati dalla folla in seguito a incidenti che hanno coinvolto pedoni o motociclisti boda boda a Juja, Luanda (contea di Vihiga) e lungo la superstrada.
Per reprimere la protesta, le forze di polizia, equipaggiate con lacrimogeni, sono intervenute rimuovendo le targhe dei matatu e rimorchiando i veicoli fuori dal centro, trasferendoli nei depositi giudiziari. La rimozione delle targhe è una misura comunemente adottata dalla polizia stradale e dalla National Transport and Safety Authority (Ntsa) per immobilizzare i veicoli che violano la legge: senza targa non possono circolare e i proprietari devono pagare multe elevate per ottenerne la restituzione.



