Un tribunale ugandese ha rilasciato su cauzione un’importante attivista per i diritti umani, Sarah Bireete, che dirige il Centre for Constitutional Governance (Ccg), un gruppo di pressione con sede a Kampala. Bireete era stata arrestata il 30 dicembre dopo aver messo in dubbio l’accuratezza delle liste elettorali in vista delle elezioni. Successivamente è stata accusata di reati relativi alla presunta divulgazione illegale di informazioni sugli elettori.
Ieri, il magistrato Winnie Nankya Jatiko l’ha rilasciata su cauzione affermando che “la richiedente soddisfa tutti i requisiti necessari per la concessione della cauzione”.
Alle elezioni il presidente in carica Yoweri Museveni ha ottenuto il 71,6% dei voti secondo i risultati ufficiali. Il leader dell’opposizione Bobi Wine, attualmente nascosto e ricercato dai militari, ha contestato l’esito del voto.
Dopo l’arresto di Bireete, il Ccg ha denunciato che l’avvocata è stata perseguitata per aver dato voce “agli oppressi e agli emarginati”. Amnesty International e Human Rights Watch hanno chiesto la sua liberazione immediata e senza condizioni.
Museveni, 80 anni, è già il terzo leader africano più longevo al potere. Se completerà il mandato fino al 2031, avrà guidato l’Uganda per 45 anni consecutivi.
Da anni le organizzazioni per i diritti umani e l’opposizione accusano il suo governo di reprimere il dissenso attraverso l’uso dell’esercito.



