Ramaphosa contesta l’esclusione del Sudafrica agli eventi del prossimo G20

di claudia
Cyril Ramaphosa

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha condannato la decisione del presidente statunitense Donald Trump di escludere il Sudafrica dagli eventi legati al G20 del 2026, definendola “spiacevole” e frutto di “pura disinformazione”. Lo ha affermato in un discorso alla nazione ieri sera.

Ramaphosa ha respinto le accuse ripetute da Trump secondo cui il Sudafrica starebbe commettendo un genocidio contro gli afrikaner e confiscando terre ai cittadini bianchi, sostenendo che si tratta di affermazioni “false” e parte di una più ampia campagna di disinformazione volta a minare la reputazione internazionale del Paese.

“È ancora più deplorevole che le ragioni addotte dagli Stati Uniti per la loro non partecipazione si basino su accuse infondate e false”, ha dichiarato Ramaphosa, ribadendo che tali affermazioni rappresentano “pura disinformazione”.

La scorsa settimana Trump aveva annunciato che Pretoria non sarebbe stata invitata ai programmi del G20 del 2026, inclusa il vertice dei leader previsto a Miami, citando presunte violazioni dei diritti umani e trattamenti discriminatori nei confronti degli afrikaner. La decisione ha suscitato critiche da parte di diversi Paesi, tra cui alcuni alleati europei del Sudafrica, che hanno difeso il suo status di membro fondatore del G20.

Ramaphosa ha affermato che il Sudafrica continuerà a partecipare come “membro pieno, attivo e costruttivo”, ricordando che Pretoria ha trasferito la presidenza del G20 agli Stati Uniti la settimana scorsa, secondo il protocollo diplomatico.

Pur condannando le accuse mosse da Washington, il presidente ha ribadito l’impegno del Sudafrica a mantenere relazioni stabili con gli Stati Uniti. “Riaffermiamo il nostro impegno a continuare il dialogo con il governo statunitense con rispetto e dignità. Come Paesi sovrani e uguali, consideriamo gli Stati Uniti e il loro popolo un partner”, ha aggiunto.

Ramaphosa ha inoltre avvertito che le campagne di disinformazione stanno danneggiando l’economia sudafricana e indebolendo i rapporti con uno dei partner internazionali più importanti, invitando chi diffonde informazioni false a partecipare in modo costruttivo al nuovo processo di dialogo nazionale avviato dal governo.

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