Mukwege invoca giustizia per i crimini commessi in Congo

di claudia

Quindici anni dopo la pubblicazione del Rapporto Mapping da parte dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, il Premio Nobel per la Pace congolsese, il medico Denis Mukwege ha denunciato la persistente inazione delle autorità congolesi e internazionali di fronte ai gravi crimini commessi nella Repubblica Democratica del Congo tra il 1993 e il 2003. “La pace non può essere costruita su menzogne ​​e malafede”, ha dichiarato Mukwege, esortando le autorità a tradurre i propri impegni in azioni concrete per spezzare il ciclo di violenza e impunità.

Come ricorda Radio Okapi, questo rapporto, pubblicato il 1° ottobre 2010, nonostante le pressioni del Ruanda, documenta 617 episodi di violenza e suggerisce che crimini contro l’umanità, crimini di guerra e potenzialmente atti di genocidio siano stati perpetrati dalle parti coinvolte nei conflitti armati.

Denis Mukwege sottolinea che queste guerre avevano una forte dimensione internazionale, con il coinvolgimento diretto di Ruanda e Uganda nel saccheggio delle risorse congolesi.

Nella sua dichiarazione, il Premio Nobel per la Pace critica la mancanza di procedimenti giudiziari, riforme istituzionali e autentici meccanismi di giustizia di transizione. Ha espresso la sua indignazione per le accuse di corruzione che hanno preso di mira i fondi di riparazione creati per le vittime, in particolare il Fonarev e il Frivao.

Ha chiesto l’istituzione urgente di un Tribunale penale speciale per la Rdc, la pubblicazione del database riservato dell’Alto commissariato e il coinvolgimento della Corte penale internazionale e degli Stati europei attraverso il principio della giurisdizione universale.

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