La richiesta di pena di morte contro l’ex presidente congolese Joseph Kabila sta suscitando reazioni nella classe politica della Repubblica Democratica del Congo. Il partito di Kabila, il Pprd, ha condannato un processo “farsa” che risponde a una decisione politica a cui si sottopone la giustizia.
Anche il partito di opposizione di Moise Katumbi, Insieme per la Repubblica, ha denunciato una “cinica manovra politica” volta a “mettere a tacere un attore importante” e a “seminare il terrore” nel Paese. “Sono cose incomprensibili. È giudicando Kabila che raggiungeremo la pace?”, ha commentato a Tv5 mondo un abitante di Bukavu.
Joseph Kabila è processato in contumacia per complicità con il gruppo armato M23 sostenuto dal Ruanda. Il procuratore militare delle Forze armate congolesi ha chiesto, venerdì, la pena di morte contro l’imputato, processato in contumacia. Oltre alla pena di morte per le accuse più gravi, la è stato chiesto anche 20 anni di carcere per aver tollerato crimini di guerra e 15 anni per cospirazione.



