In vista della 59ª sessione del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Hrc), in programma dal 4 al 7 luglio, Amnesty International ha esortato gli Stati membri a rinnovare il mandato del Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Eritrea. La risoluzione, promossa dall’Unione Europea, sarà sottoposta a votazione insieme a numerosi altri testi in agenda.
“Il lavoro del Relatore speciale in Eritrea è tutt’altro che concluso. Gli Stati membri devono votare a favore dell’estensione del mandato per affrontare le persistenti violazioni dei diritti umani e l’assenza di responsabilità per gli abusi passati e presenti”, ha dichiarato Tigere Chagutah, direttore regionale di Amnesty International per l’Africa orientale e australe citato in una nota di Amnesty. L’organizzazione ha anche chiesto all’Unione Europea di rafforzare ulteriormente il testo, rispondendo alle richieste del Relatore speciale in tema di giustizia e accountability.
L’Eritrea ha da parte sua annunciato l’intenzione di presentare una risoluzione alternativa per porre fine al mandato dell’esperto indipendente delle Nazioni Unite, iniziativa definita da Amnesty “un tentativo cinico di minare il sistema delle Nazioni Unite per i diritti umani”. Chagutah ha invitato gli Stati membri a respingere questa proposta, che costituirebbe un “atto di aperta sfida” ai meccanismi del Consiglio.
Il mandato del Relatore speciale per l’Eritrea è stato istituito nel 2012, seguito da una Commissione d’inchiesta che, tra il 2014 e il 2016, ha documentato gravi violazioni, arrivando a ipotizzare la commissione di crimini contro l’umanità. Durante la sessione del 16 giugno scorso, l’attuale Relatore ha sottolineato che, a quasi dieci anni da quel rapporto, “non è stato compiuto alcun progresso significativo verso la responsabilità giudiziaria”.
Inizialmente sostenute da Somalia e Gibuti, le risoluzioni annuali per il rinnovo del mandato sono ora guidate dall’Unione Europea. Il voto di luglio sarà determinante per stabilire se la supervisione internazionale sulla situazione in Eritrea proseguirà o verrà interrotta



