In una dichiarazione congiunta rilasciata alle Nazioni Unite, 42 Paesi hanno denunciato le sempre più pesanti restrizioni ai diritti umani in Etiopia, tra cui la limitazione della libertà di espressione, gli attacchi ai media e alle organizzazioni della società civile e le gravi violazioni che colpiscono i bambini nelle zone di conflitto.
I firmatari hanno espresso preoccupazione per le restrizioni ai diritti fondamentali: “Restiamo preoccupati per la difficile situazione dei diritti umani in Etiopia, comprese le restrizioni alla libertà di espressione, di riunione pacifica e di associazione”, si legge. Hanno inoltre manifestato rammarico per le recenti intimidazioni e sospensioni di organizzazioni della società civile, per le molestie nei confronti dei media e dei giornalisti indipendenti e hanno invocato indagini trasparenti su questi fatti, dichiarandosi “costantemente allarmati dall’elevato numero di violazioni dei diritti umani e abusi commessi da attori statali e non statali”, come documentato dall’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani nel suo rapporto del 2024.
La dichiarazione esprime anche profonda preoccupazione per il significativo aumento delle gravi violazioni contro i bambini, tra cui uccisioni, mutilazioni, violenze sessuali e rapimenti, citando il rapporto del 2025 del Segretario generale delle Nazioni Unite sui bambini e i conflitti armati.
I firmatari invitano il governo etiope e tutti gli attori interessati ad adottare “misure concrete” per porre fine alle violazioni nelle zone di conflitto, in particolare nelle regioni Amhara, Oromo e Tigray. Chiedono inoltre la cessazione immediata delle uccisioni e dei ferimenti di civili, delle torture, dei maltrattamenti, delle sparizioni forzate, degli arresti e delle detenzioni arbitrarie, degli attacchi alle infrastrutture civili e della violenza sessuale e di genere commessa da vari attori. Infine, esortano le autorità etiopi a rispettare i diritti umani in tutto il Paese, a garantire giustizia e responsabilità e ad adottare un approccio incentrato sulle vittime e sui sopravvissuti.



