24/10/14 – R.D. Congo – Beni: Voix des sans voix, “stop a massacri innocenti”

di AFRICA

 

“Protesta virulenta” e “sdegno” sono stati espressi dalla nota organizzazione di difesa dei diritti umani in Congo, Voix des sans voix (Vsv), che condanna “esecuzioni di massa, barbare e di una rara crudeltà ai danni di molte donne e bambini, massacrati a colpiti di machete” nel territorio di Beni, in Nord Kivu. Nel comunicato a firma di ‘Vsv’, viene evidenziata l’efferatezza dei crimini attribuiti ai ribelli ugandesi delle Forze democratiche e alleate (Adf-Nalu), che in due settimane hanno “ucciso in modo atroce” più di 80 persone, “civili indifesi” a Beni, nelle località di Eringeti, Kaduwu, Ngadi e Oicha.

Un’ondata di attacchi, sottolinea l’organizzazione di difesa dei diritti umani, “in contraddizione aperta con le rassicurazioni formulate da alcune autorità congolesi e in base alle quali le Adf-Nalu sono allo sbando dopo l’operazione ‘Sokola’ (‘pulire’ in lingua locale, lanciata lo scorso gennaio, ndr), attuata dall’esercito regolare (Fardc) e dalla missione Onu (Monusco)”.

Secondo ‘Vsv’, i massacri e il deteriorarsi della sicurezza nel territorio di Beni, una zona ufficialmente controllata dai soldati congolesi e dai caschi blu, fanno invece “sorgere pesanti dubbi sull’efficienza del dispositivo di sicurezza teso a impedire e rispondere alle velleità repressive delle forze negative contro la popolazione”.

Rivolgendosi al presidente Joseph Kabila e ai massimi vertici delle Nazioni Unite, l’organizzazione congolese chiede di “esercitare maggiori pressioni diplomatiche sui vicini Uganda e Rwanda per organizzare dialoghi politici con tutti quei gruppi armati che seminano desolazione nell’est e per il loro ritiro dal nostro paese”. Da Kinshasa, ‘Vsv’ si aspetta anche una “riforma dell’esercito”, “l’attuazione del programma di disarmo, smobilitazione e reintegro” e il “ristabilimento effettivo dell’autorità dello Stato” nella regione storicamente instabile del Nord Kivu.

Ieri, al termine di una visita a Beni con l’inviato speciale dell’Onu nei Grandi Laghi Said Djinnit, il capo della Monusco Martin Kobler ha promesso “azioni decise per combattere davvero le Adf-Nalu con l’esercito congolese”. Nei giorni scorsi a Beni la popolazione ha protestato contro la “passività” dei caschi blu per non essere riusciti a proteggere i civili. Per le strade della località orientale gruppi di giovani hanno effettuato pattuglie notturne nonostante il divieto del sindaco e l’appello del governatore del Nord Kivu Julien Paluku “al ritegno e alla calma (…) dando fiducia all’esercito e alla Monusco”. Dopo giorni di sciopero generale e manifestazioni nei vicini villaggi di Oicha, Mbau e Mavivi, da alcune ore a Beni le attività commerciali sono riprese seppur a rilento. Nelle proteste contro la missione Onu a Mbau, due giovani sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco e un altro è rimasto ferito tre giorni fa. – Misna

 

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