09/05/2014 – Nigeria – Arrivato team di esperti Usa: aiuterà a cercare le studentesse rapite

di AFRICA

 

Kerry: “Farà tutto il possibile per far tornare le ragazze alle loro famiglie”. Il portavoce del Pentagono: “Sono state divise in piccoli gruppi”. L’ex premier britannico Gordon Brown, ora inviato speciale dell’Onu per l’istruzione nel mondo: “La ricerca deve essere condotta in Niger, in Camerun e in Ciad”. Hashtag #BringBackOurGirls ritwittato oltre un milione di volte, MIchelle Obama: “Nostre preghiere per loro”.

E’ arrivato in Nigeria il team di esperti americani che aiuterà le autorità locali a cercare le oltre 200 studentesse nelle mani di Boko Haram da quasi un mese. “Il nostro team – ha spiegato il segretario di Stato americano John Kerry – farà tutto il possibile per far tornare le ragazze alle loro famiglie e alle loro comunità”.

Con un tweet il ministro degli Esteri britannico, William Hague, ha annunciato che anche la task force di esperti britannica è arrivata in Nigeria per “collaborare all’inchiesta sul rapimento delle studentesse rapite”.

“Riteniamo che le ragazze rapite siano state divise in piccoli gruppi”, ha affermato l’ammiraglio John Kirby, portavoce del Pentagono, confermando che l’intelligence americana è arrivata a questa conclusione. Anche altre fonti ritengono che le ormai quasi 300 ragazze rapite siano state non solo divise ma anche spostate nei paesi vicini.

“La ricerca deve essere condotta in Niger, in Camerun e in Ciad” ha detto alla Cnn l’ex premier britannico Gordon Brown, ora inviato speciale dell’Onu per l’istruzione nel mondo. “E’ vitale raccogliere informazioni per trovare le ragazze prima che vengano disperse per l’Africa, cosa che è una reale possibilità”, ha aggiunto.

Dal canto suo la Francia è pronta a “fare tutto” per contribuire a “ritrovare” le studentesse rapite. Lo ha detto il ministro per le Pari opportunità francese, Najat Vallaud-Belkacem, alla radio Rtl. “L’umanità intera è colpita nel profondo del cuore da questo rapimento”, ha detto il ministro, sottolineando come le ragazze siano vittime di “stupri e pedofilia”.

Intanto negli Usa si è riacceso il dibattito sulla strategia adottata dall’amministrazione Washington nei confronti del gruppo terroristico negli anni in cui Hillary Clinton era segretario di Stato e in particolare sulla scelta di rinviare fino al novembre 2013 la decisione di inserire il gruppo nella lista delle organizzazioni terroristiche. I parlamentari repubblicani – scrive oggi il New York Times – accusano Hillary di non essere stata sufficientemente determinata nel gestire il caso, anche se c’è chi vede in queste polemiche solo il tentativo di ostacolare la ex first lady nella sua corsa alla Casa Bianca. La questione venne dibattuta nell’amministrazione tra il 2011 e il 2012: il Dipartimento alla Giustizia, Fbi, funzionari di intelligence e dell’antiterrorismo all’interno del Dipartimento di Stato premevano perché Boko Haram finisse nella lista, in parte per il suo ruolo nelle crescenti violenze in Nigeria in parte perché l’intelligence aveva evidenziato collegamenti tra loro e Al Qaeda nel Maghreb Islamico. – Adnkronos

 

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