La pace annunciata da Donald Trump nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rdc) non corrisponde alla realtà sul terreno. Da Goma e Bukavu, ancora sotto il controllo dei miliziani dell’M23, continuano ad arrivare immagini e testimonianze di violenze e instabilità.
A confermalo è Josué Kayeye, coordinatore di un’organizzazione giovanile congolese: nonostante gli accordi firmati a Washington – uno sulla pace tra Rdc e Ruanda nella regione dei Grandi Laghi e un altro sulla cooperazione economica tra Kinshasa e gli Stati Uniti – nel Nord e nel Sud Kivu i combattimenti proseguono e la popolazione civile continua a soffrire.
Per questo la sua organizzazione ha promosso a Kinshasa un incontro sul ruolo dei giovani nella costruzione della pace, chiedendo una partecipazione reale nei negoziati e nei processi di stabilizzazione. Ma per continuare questo lavoro servono risorse: sostegno tecnico, logistico e finanziario per aiutare le comunità colpite, sostenere l’istruzione, riabilitare scuole distrutte e assistere gli sfollati. La crisi umanitaria nella regione resta una delle più dimenticate al mondo.
Per chi desidera sostenere gli sforzi dei giovani congolesi per la pace o avvisare collaborazioni con loro dall’Italia, segnaliamo questi due indirizzi mail (scrivere in francese): kayeyejosuef4a@gmail.com o cojepad.rdc.sk@gmail.com



