Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha annunciato quattro misure immediate contro la violenza di genere e i femminicidi, dopo una serie di uccisioni di donne che ha suscitato forte preoccupazione nel Paese e riacceso il dibattito sulla risposta delle istituzioni.
In un discorso televisivo alla nazione, Ramaphosa ha definito la violenza contro le donne una fonte di «vergogna nazionale», riconoscendo che gli interventi adottati finora dal governo non sono stati sufficienti a proteggere donne e ragazze. «Quello che abbiamo fatto non è stato abbastanza. Dobbiamo fare molto di più», ha detto. «Non è stato sufficiente a impedire che le donne venissero uccise».
La prima misura prevede che la polizia e le autorità giudiziarie completino entro 60 giorni una verifica a livello nazionale dei casi irrisolti di omicidio, tentato omicidio, stupro e altri gravi reati sessuali che coinvolgono donne e minori. Entro 90 giorni dovranno inoltre essere predisposti piani per riattivare le indagini sui casi rimasti senza sviluppi.
La seconda disposizione impone alle autorità di presentare – sempre entro due mesi – un piano finanziato per ridurre l’arretrato nell’esame delle prove forensi e accelerarne l’analisi nei procedimenti relativi alla violenza di genere.
Saranno quindi fatte verifiche obbligatorie sulla sicurezza delle donne in tutti i comuni. Le amministrazioni dovranno individuare fattori di rischio come illuminazione stradale non funzionante, edifici abbandonati, percorsi di trasporto poco sicuri e spazi pubblici trascurati.
L’ultimo intervento incarica i dipartimenti governativi di elaborare un pacchetto coordinato di proposte legislative e misure di controllo per contrastare la violenza legata al consumo di alcol. Ramaphosa ha tuttavia sottolineato che, sebbene l’alcol possa aggravare i comportamenti violenti, la responsabilità della violenza di genere ricade esclusivamente su chi la commette.
L’annuncio arriva dopo le uccisioni violente di almeno 12 donne negli ultimi due mesi. La concentrazione dei casi nella località di Ekurhuleni, non distante da Johannesburg, aveva alimentato timori sulla possibile presenza di un unico responsabile. Ramaphosa ha però precisato che finora gli investigatori non hanno trovato elementi che consentano di collegare le uccisioni a una sola persona. «Tutte le possibilità restano oggetto di indagine», ha detto.
La polizia ha già effettuato arresti in relazione alle uccisioni di Ntombifuthi Nxumalo, Jabulile Ntimba e Busisiwe Mahlangu, mentre proseguono le indagini sugli altri casi.



