Il Global environment facility (Gef) ha appena approvato un ambizioso progetto volto a ridurre drasticamente l’inquinamento da mercurio nel settore dell’estrazione artigianale e su piccola scala dell’oro in Liberia. Lo si apprende da una nota del Gef.
Con un budget totale di oltre 32 milioni di dollari, questa iniziativa beneficia di un finanziamento diretto di 7,67 milioni di dollari da parte del Gef, integrato da un cofinanziamento indicativo di 24,57 milioni di dollari da parte del Gruppo della Banca africana di sviluppo (AfDB): il progetto è stato sviluppato dall’Agenzia per la protezione ambientale della Liberia (Epa) in collaborazione con AfDB e segna l’inizio della partecipazione della Liberia al programma planetGold, che ha già aiutato più di venti Paesi a ridurre l’uso del mercurio nell’estrazione aurifera artigianale e su piccola scala. Il progetto prevede di ridurre l’uso di mercurio di 50 tonnellate nell’arco di cinque anni, di ripristinare 10.000 ettari di terreni degradati e di diminuire le emissioni di Co2 di 148.000 tonnellate.
Si prevede che circa 20.000 persone, tra cui 12.000 donne, vedranno migliorare le proprie condizioni di lavoro e di sostentamento: “Affrontando l’inquinamento da mercurio alla fonte, il Paese protegge i suoi minatori, i suoi fiumi e le sue foreste, costruendo al contempo un settore minerario più pulito e prospero” ha detto Emmanuel Urey Yarkpawolo, direttore esecutivo dell’Epa liberiana.
Il progetto combina riforme politiche, tecnologie pulite, formalizzazione del settore e coinvolgimento della comunità, è in linea con gli impegni assunti dalla Liberia nell’ambito della Convenzione di Minamata sul mercurio e contribuisce al raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni unite: Anthony Nyong, direttore del dipartimento Cambiamenti climatici e crescita verde di AfDB ha detto che questa iniziativa dimostra che è possibile conciliare sviluppo economico e tutela ambientale.



