Un outsider alla presidenza, in Kenya si candida Boniface Mwangi

di claudia

Un outsider potrebbe cambiare gli equilibri nella corsa alle elezioni presidenziali in Kenya del 2027: alla fine di agosto, il noto attivista Boniface Mwangi ha annunciato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza.

L’annuncio arriva in un contesto di forti tensioni sociali. Le proteste contro le politiche economiche e fiscali dell’amministrazione del presidente William Ruto, iniziate oltre un anno fa, hanno provocato più di 100 morti, tra cui molti manifestanti colpiti dalla repressione della polizia. Mwangi, 42 anni, già vittima in passato di arresti arbitrari e violenze da parte delle forze dell’ordine, è stato arrestato anche quest’estate a Dar Es Salaam, in Tanzania, il giorno prima di partecipare a un’udienza del processo contro l’attivista tanzaniano Tundu Lissu.

L’attivista metterà alla prova il sostegno politico delle nuove generazioni: i gruppi per i diritti umani hanno condannato la brutalità della polizia, le accuse di terrorismo usate contro i manifestanti e le sparizioni forzate di centinaia di attivisti. In occasione dell’annuncio della candidatura, Mwangi, critico esplicito di Ruto, ha definito il Paese “distrutto e in pericolo di diventare uno Stato fallito” e si è impegnato ad arrestare i politici corrotti e a guidare un “nuovo Kenya” fondato su valori democratici, giustizia ed equità.

L’annuncio è stato fatto durante le celebrazioni del Katiba Day, giornata dedicata alla promulgazione della Costituzione del 2010, presso la Ufungamano House a Nairobi. Durante l’evento, accompagnato dagli hashtag #MwanzoMpyaKe, #LoveAndCourage e #BonifaceMwangi2027, diversi partecipanti hanno chiesto a Mwangi di affrontare problematiche sociali come femminicidi e violenza di genere nel suo programma elettorale.

Mwangi aveva già tentato la carriera politica candidandosi al Parlamento per il seggio di Starehe nel 2017, senza successo. Secondo la sua visione, il Kenya ha bisogno di leader che mettano al primo posto il benessere dei cittadini e traducano le aspirazioni della popolazione in politiche concrete. Il sostegno a Mwangi è particolarmente forte tra i giovani: con un’età media di 19 anni, il Paese potrebbe assistere a un impatto elettorale significativo se l’attivista riuscirà a capitalizzare il sostegno giovanile.

Attivista e fotoreporter nato nel 1983, Mwangi è noto per i reportage sulle violenze post-elettorali del 2007-2008 e per il suo impegno nei diritti umani e nella lotta alla corruzione. È stato inserito tra i “100 africani più influenti” nel 2020 da New African. Negli anni, ha denunciato la corruzione politica e mobilitato i giovani all’attivismo, subendo arresti, intimidazioni e violenze durante le proteste.

Il suo ultimo arresto in Kenya risale a luglio, quando durante una perquisizione illegale nella sua abitazione sono stati trovati lacrimogeni e proiettili a salve. Decine di attivisti e 37 organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato l’accaduto come un abuso del sistema giudiziario per reprimere il dissenso, definendo le “accuse infondate di terrorismo” come un vero e proprio attacco alla democrazia keniana.

Condividi

Altre letture correlate: