Un tribunale in Tunisia ha condannato ieri il deputato Ahmed Saidani a otto mesi di carcere per alcuni messaggi sui social media in cui prendeva in giro il presidente Kais Saied. La sentenza, secondo l’opposizione, segnala un’ulteriore stretta contro le voci critiche.
Saidani è stato riconosciuto colpevole di aver insultato altre persone attraverso reti di comunicazione ed è stato arrestato questo mese dopo aver definito Saied su Facebook “comandante supremo delle fognature e del drenaggio delle acque piovane”.
Un suo collega, Bilel Mechri, ha dichiarato all’agenzia Reuters che l’arresto rappresenta “una violazione della legge e un attacco alle istituzioni”, chiedendosi come il Parlamento possa esercitare un controllo sull’esecutivo se vengono disposte detenzioni per opinioni critiche.
Eletto alla fine del 2022 Saidani era stato inizialmente sostenitore delle misure adottate da Saied nel 2021, quando il presidente sciolse il precedente Parlamento e destituì il governo. Da allora Saied governa per decreto, una scelta definita dall’opposizione un colpo di Stato.
Molti leader dell’opposizione, alcuni giornalisti e altri critici del presidente sono stati incarcerati da quando Saied ha concentrato nelle proprie mani la maggior parte dei poteri. Organizzazioni per i diritti umani sostengono che il capo dello Stato abbia consolidato un potere personale, trasformando il Paese in una “prigione a cielo aperto”, mentre Saied afferma di agire nel rispetto della legge e di voler “ripulire” la Tunisia.



