Ā«Oggi il razzismo ĆØ in buona saluteĀ», dice Tahar Ben Jelloun nel film documentario Cara MĆ©riĆØme. Lettera di Tahar Ben Jelloun sul razzismo, film che ha introdotto lāincontro con lo scrittore franco-marocchino al Festival della Migrazione di Modena, lo scorso 28 novembre.
Tahar era già stato a Modena 20 anni fa a presentare il suo libro manifesto, Il razzismo spiegato a mia figlia, che è diventato film, per narrare come Mérième oggi viva le situazioni di razzismo ed intolleranza che incontra nella Parigi contemporanea.

Francesco Conversano e Nene Grignaffini con Tahar Ben Jelloun
Il film di Francesco Conversano e Nene Grignaffini, prodotto da Movie Movie con Rai Cinema, raccorda il pensiero e la saggezza di Tahar con la visione giornaliera di MĆ©riĆØme della cittĆ , una Parigi che si confronta con gli attentati e lāintolleranza razzista. Un dialogo a due, tra generazioni, reso in maniera impeccabile dalla regia e da una splendida fotografia. Un dialogo che in sĆ© riassume anche tante voci che contribuiscono a narrare la situazione di intolleranza nella Francia di oggi.
Ā«Il razzismo non ĆØ un problema di leggi insufficienti; le leggi ci sono, e vengono fatte rispettareĀ», ci dice Tahar nel corso dellāaffollato incontro pubblico dopo la proiezione del film. «à di poco tempo fa la condanna di un giornalista francese molto conosciuto, Eric Zemmour, per istigazione allāodio razziale. Purtroppo in questa Francia ĆØ venuto a mancare lo sviluppo e lāintegrazione, sostituito dellāemarginazione nelle periferie delle grandi cittĆ (le banlieue). In Italia, oggi, dovete fare attenzione con le nuove generazioni di ragazzi nati da genitori migranti. Aiutarli ad integrarsi a crescere socialmente e culturalmente, e non a emarginarli come ĆØ avvenuto nelle banlieue parigineĀ».
Sollecitato dalle domande di tre studentesse, Tahar continua: Ā«Si parla spesso di un razzismo tra le diverse culture che coesistono allāinterno di una nazione, una cittĆ , ma non ĆØ cosƬ. Non esiste un razzismo tra le culture, il vero razzismo ĆØ quello contro i poveri, e questo ĆØ acuito quando i poveri sono gli stranieri, i diversi da te. Si può combatterlo, insieme, ognuno con il proprio ruolo. Non bisogna mai minimizzare, il razzismo ĆØ sempre grave. Non dimentichiamoci che lo sterminio nazista degli ebrei ĆØ cominciato con insulti, con parole di odio, che poi si sono trasformate nelle camere a gas. Oggi tra i giovani cāĆØ una presa di coscienza collettiva su molti temi, dalla mancanza di libertĆ allāemarginazione dei poveri, non solo contro il razzismo. E questa coscienza deve diventare voto, non si può rimanere a casa, nellāisolamento dei social networkĀ».
Ā«Un bambino, quando nasce, non ha nessuna ragione per essere razzista, ma può diventarlo, a seconda di come i genitori, la scuola e le istituzioni gli spiegheranno le diversitĆ . Un giorno un bambino in una scuola mi ha chiesto: “Quando scriverai Il razzismo spiegato ai genitori?”. Gli ho risposto: “Ć il tuo compito, quando sentirai tuo padre dire stupidaggini su neri, ebrei, musulmani, tu devi intervenire, perchĆ© cosƬ educherai tuo padre”. A un bambino si può spiegare perchĆ© ha una mente aperta, gli adulti sono ottenebrati dai pregiudiziĀ».
Ā«In Italia, ma non solo, cāĆØ poi anche il problema dei partiti di estrema destra, razzisti, che si approfittano di situazioni di urgenza e disperazione per conquistare consenso. Lavorano sulla menzogna e sulla paura. La paura ĆØ oggi il miglior prodotto che la destra āvendeā alla gente. E la gente li segue. Questo funziona: ha paura, un sentimento che ĆØ molto facile instillare e far crescere. Senza gli immigrati e senza i musulmani, Salvini non sarebbe mai diventato ministro dell’Interno. CāĆØ bisogno di educazione, di una pedagogia dellāintegrazione, che si parli ai bambini, che tutti si coinvolgano con le scuole, gli artisti, i cantanti, i musicisti, pittori, uomini politici, tutti. Il mio ruolo di padre, di autore, di scrittore, ĆØ quello di spiegare, e in questo non mi sento solo. Ogni cittadino deve avere un ruolo nella pedagogia contro il razzismoĀ».
Dante Farricella











