Il governo del Sudafrica ha classificato come “catastrofe nazionale” le condizioni di siccità e le difficoltà nell’approvvigionamento idrico che interessano alcune province del Paese. La decisione è stata formalizzata dal dipartimento della Governance cooperativa e degli Affari tradizionali, il CoGta.
“Considero che il rischio per la sicurezza delle persone e l’impatto rappresentato dalla siccità e dalla possibile interruzione dell’approvvigionamento idrico su larga scala in queste province costituiscano una catastrofe potenziale e per questo la classifico come catastrofe nazionale”, ha dichiarato Elias Sithole, direttore del National Disaster Management Centre, organismo che fa capo al CoGta.
Secondo Sithole, la misura è stata adottata dopo l’esame dei rapporti trasmessi dagli organi dello Stato sulla situazione di siccità e sul rischio di interruzioni diffuse dell’acqua nelle province del Capo Orientale, del Capo Occidentale e del Capo Nord, valutandone l’impatto potenziale e l’ampiezza territoriale.
Le tre province sono da tempo in stato di allerta elevata a causa delle condizioni di estrema aridità. Numerose municipalità, aree metropolitane e dipartimenti provinciali hanno avvertito dell’avvicinarsi del cosiddetto “giorno zero”, espressione con cui si indica il momento in cui l’acqua non può più essere fornita per gli usi quotidiani.
Con la classificazione della crisi come catastrofe nazionale la responsabilità principale del coordinamento e della gestione passa ora all’esecutivo nazionale. Il governo e l’insieme degli organi dello Stato sono quindi tenuti a rafforzare il sostegno alle strutture già operative per attuare le misure di emergenza previste.


