Le inondazioni che hanno colpito il Kenya nel fine settimana hanno causato almeno 42 morti, di cui 26 nella capitale Nairobi. Oltre 200 i feriti. Numeri che potrebbero presto salire. Lo ha dichiarato ai giornalisti il ministro dei Servizi pubblici e dei Programmi speciali del Kenya, Geoffrey Ruku.
Negli ultimi due giorni piogge torrenziali, tra le più intense degli ultimi anni, hanno colpito gran parte del Paese, allagando strade e quartieri e interrompendo trasporti e attività quotidiane in diverse città. Le inondazioni hanno provocato anche ingenti danni alle infrastrutture e ai mezzi di sussistenza.
A Nairobi le acque hanno invaso soprattutto i quartieri più bassi e gli insediamenti informali, sommergendo abitazioni e trascinando via centinaia di veicoli mentre i fiumi straripavano. Da due giorni Mombasa Road e Uhuru Highway, due delle principali arterie della città, risultano allagate. Con i sistemi di drenaggio completamente intasati lungo gran parte della rete stradale, gli allagamenti hanno interessato numerose altre aree urbane.

Sabato il presidente William Ruto ha ordinato il dispiegamento di una squadra di risposta alle emergenze per coordinare le operazioni di soccorso.
In una dichiarazione diffusa ieri sera, la National Police Service ha riferito che le inondazioni hanno provocato lo sfollamento di 50.000 persone e che diversi parchi nazionali sono stati chiusi perché le strade sono state giudicate insicure. Anche Kenya Airways ha sospeso temporaneamente alcuni voli diretti a Nairobi, deviandoli verso la città costiera di Mombasa.
Nel frattempo il governatore di Nairobi, Johnson Sakaja, in una dichiarazione televisiva ha difeso il controverso trasferimento delle famiglie che vivevano lungo le rive del fiume Nairobi, avvenuto lo scorso anno tra molte polemiche. Secondo Sakaja, la «dolorosa decisione» avrebbe contribuito a prevenire ulteriori perdite di vite umane durante le inondazioni nella capitale. Il governatore ha inoltre spiegato che una revisione completa del sistema di drenaggio cittadino costerebbe circa 25 miliardi di scellini keniani (circa 170 milioni di euro).


