Si tiene oggi a Washington, Stati Uniti, una riunione strategica sui minerali critici tra il governo americano e i suoi partner internazionali. Al termine dell’evento gli Stati Uniti dovrebbero svelare il loro ambizioso piano di ricostruzione delle catene di approvvigionamento di questi materiali e firmare nuovi accordi sulla logistica delle supply chain.
Secondo il Dipartimento di Stato americano, all’incontro parteciperanno rappresentanti di oltre 50 Paesi, tutti riuniti per discutere della creazione di catene di fornitura tecnologica in grado di competere con quelle di Pechino. Tra i presidenti africani sarà presente il congolese Felix Tshisekedi mentre l’Italia, in qualità di “azionista” del Corridoio di Lobito, sarà rappresentata dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.
L’amministrazione Trump vuole collaborare con gli alleati tradizionali per assicurarsi nuove forniture di minerali essenziali: all’incontro sono presenti diverse decine di nazioni europee, asiatiche e africane, con Europa e Africa considerate al contempo sia ai margini della questione sia strategiche per le nuove rotte logistiche e i nuovi accordi, che impegnerebbero i firmatari in una cooperazione congiunta nell’approvvigionamento e nella lavorazione di minerali essenziali.
Washington si sta muovendo per contrastare quella che la Casa Bianca e la politica americana in generale considerano una manipolazione cinese dei prezzi del litio, del nichel, delle terre rare e di altri minerali essenziali per la produzione di veicoli elettrici, armi ad alta tecnologia ed elet tronica. Lunedì il presidente Donald Trump ha lanciato una riserva strategica di minerali chiamata Progetto Vault e sostenuta da un prestito di 10 miliardi di dollari della US Export-import bank e da quasi due miliardi di dollari di capitale privato a cui le aziende private potrebbero attingere.


