• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Dialoghi sull’Africa 2026
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi (edizioni passate)
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • 100 Afriche – archivio
      • 2026
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo
    • Swahili
    • Wolof
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (4/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (3/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • Etiopia (Monti Bale e Harar)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • Rwanda e Burundi
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • Dialoghi sull’Africa 2026

Edizione del 13/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

fame

    madagascar
    IN VETRINALibriNATURA

    Fame e siccità in Madagascar, il prezzo dell’ingiustizia storica

    di claudia 12 Luglio 2025
    Scritto da claudia

    di Massimo Lazzari

    Nel suo saggio “Ingiustizia climatica: perché combattere le diseguaglianze può salvare il pianeta”, Friederike Otto mostra come la devastante siccità in Madagascar sia effetto non solo del clima, ma delle ingiustizie storiche. Una lettura potente che ribalta la narrativa globale sul cambiamento climatico.

    «Il cambiamento climatico non riguarda la sfortuna, ma è soprattutto una questione di ingiustizia. Comprenderlo è fondamentale.»

    Questo è il punto focale intorno a cui ruota il recente saggio “Ingiustizia climatica: perché combattere le diseguaglianze può salvare il pianeta” di Friederike Otto, una scienziata estremamente autorevole e di elevatissimo standing internazionale: nel 2020 è diventata una delle dieci scienziate del clima internazionali a contribuire all’Intergovernmental Panel on Climate Change Synthesis Report of the Sixth Assessment Report, e nel 2021 Time l’ha inserita tra le 100 persone più influenti per il nostro futuro, e Nature tra i dieci scienziati che hanno contribuito maggiormente al progresso scientifico nel corso dell’anno. Non proprio l’ultima arrivata nel settore insomma.

    In questo saggio, Otto indaga cause ed effetti di eventi meteorologici e climatici estremi che hanno colpito negli ultimi anni tutti gli angoli del pianeta: dalle ondate di calore in Canada e India agli incendi in Australia, dalla deforestazione in Amazzonia alle alluvioni in Germania.

    Ma i capitoli che più lasciano il segno sono quelli dedicati all’approfondimento delle gravi siccità che hanno interessato gran parte del continente africano e, in particolare, il Madagascar.

    All’isola africana è dedicato un intero capitolo, dal titolo «La povertà è la radice della crisi», che approfondisce la grave siccità durata ben tre anni, dal 2019 al 2021. Ed è proprio in questo capitolo, a mio avviso, che si manifesta la potenza della tesi sviluppata dall’autrice. Otto e il suo team di scienziati, infatti, propongono un cambio di prospettiva radicale: il Madagascar non è povero perché, come dichiarato nel 2022 dal Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite è il “primo Paese al mondo colpito dall’emergenza climatica”; è piuttosto vero il contrario, cioè che il Madagascar è colpito dall’emergenza climatica in modo così drammatico perché è un Paese strutturalmente povero e sottosviluppato. E questo gap trova il suo fondamento nella politica colonial-fossile delle ex potenze occupanti, che sono le stesse che hanno portato al cambiamento climatico. In ultima analisi, «il drammatico impatto della siccità sul Madagascar non dipende dal cambiamento climatico, ma entrambi hanno come causa comune la politica coloniale».

    Per essere ancora più chiari, «la fame e la malnutrizione nella parte meridionale dell’isola africana, devono essere viste meno come conseguenza di un clima arido e più come una diretta conseguenza dell’azione dei missionari britannici e dei coloni francesi.»

    Otto ne ha per tutti, anche per i programmi di aiuto internazionale e per le ONG che operano sul territorio: «Sull’isola si è persino arrivati a una spiazzante alleanza per cui le Ong internazionali e le organizzazioni che fanno capo alle Nazioni Unite tacciono rispetto ai fallimenti del governo nella parte meridionale del paese […] dal momento che le critiche renderebbero la situazione locale ancora più caotica. Inoltre, così facendo riescono a organizzare meglio le già menzionate donazioni economiche da parte dell’Occidente, costruendo una narrazione dove l’Occidente, il clima e la natura, sono gli unici veri responsabili della crisi. Agli occhi di chi fa una donazione, il cambiamento climatico e le responsabilità occidentali sono un argomento più semplice da afferrare. La storia risulta più plausibile, più semplice da raccontare e da comprendere.»

    In linea generale, quindi, secondo Otto i programmi di aiuti internazionali, in Madagascar come in tanti altri Paesi del continente, hanno portato solo a una maggiore dipendenza dagli stessi, dipendenza che negli ultimi decenni ha plasmato dalle nostre parti l’immagine del povero, «sottosviluppato», continente africano.

    Una tesi forte, lucida e non allineata rispetto alla narrativa convenzionale a cui siamo abituati. E soprattutto scomoda da accettare perché presuppone di assumere almeno quattro livelli di consapevolezza:

    1. Sì, la crisi climatica esiste;
    2. Sì, la responsabilità della crisi è antropica e in particolare della politica colonial-fossile della parte di mondo “sviluppata”;
    3. Sì, la crisi sta colpendo in misura maggiore chi ne è meno responsabile e chi è meno preparato ad affrontarla;
    4. E no, non è la parte di mondo “sviluppata” che può risolverla, per lo meno non con le modalità attuate finora.

    I paesi del Sud globale infatti «non hanno bisogno di un qualche eroe bianco o di una qualche eroina bianca che li salvi, ma di un solido e durevole aiuto allo sviluppo», ma «è arrivato il momento di agire insieme per fare qualcosa di scomodo per noi, cioè rendere noi stessi superflui».

    Ed è proprio questa la soluzione che propone Otto nel suo saggio, rafforzandola nel capitolo finale con il suggerimento anche di un radicale cambiamento nella narrativa utilizzata per raccontare i cambiamenti climatici.

    Parlare del cambiamento climatico, infatti, significa parlare della disuguaglianza e dell’ingiustizia, e anche del sistema all’interno del quale viviamo. E «se vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo fare di più che spiegare le cose e diffondere informazioni; abbiamo bisogno di raccontare storie migliori, che siano così potenti da sovrastare quelle raccontate dalle aziende più influenti del mondo.»

    Questo è il compito che Otto assegna a chiunque, dopo aver letto il suo libro, sia disposto ad accogliere una tesi così potente e a sposare una missione tanto complicata quanto indispensabile per il nostro futuro: dare un contributo concreto alla lotta contro i cambiamenti climatici che colpiscono tutto il mondo, anche quello in cui noi viviamo; ma ancora prima dare un contributo concreto alla lotta contro le gravissime diseguaglianze che colpiscono solo una parte di mondo, quella in cui noi non viviamo.

    Foto di Jules Bosco, Salohi, USAID su Pixnio

    Condividi
    12 Luglio 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sud Sudan, il Pam avvia lanci aerei di cibo d’emergenza

    di claudia 9 Luglio 2025
    9 Luglio 2025

    Il Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite (Wfp/Pam) darà il via a lanci aerei di aiuti alimentari d’emergenza destinati a migliaia di famiglie colpite dal conflitto nello Stato dell’Alto Nilo, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Ondata di fame nel mondo: l’Africa centro-orientale in prima linea nella crisi

    di claudia 18 Giugno 2025
    18 Giugno 2025

    di Céline Camoin Il nuovo rapporto FAO-PAM evidenzia un’escalation della fame in 13 aree del mondo, con milioni di persone a rischio carestia. Crisi umanitarie, conflitti e disastri naturali aggravano …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    L’allarme dell’Onu: in Rd Congo record di persone con fame acuta

    di claudia 28 Marzo 2025
    28 Marzo 2025

    Il conflitto nell’est della Repubblica Democratica del Congo (Rd Congo) e l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari stanno facendo sprofondare la popolazione in una delle peggiori crisi alimentari al mondo: …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUS

    Rd Congo, fame acuta colpisce un quarto della popolazione

    di claudia 4 Novembre 2024
    4 Novembre 2024

    di Céline Camoin Un nuovo rapporto dell’ONU avverte che quasi un quarto della popolazione della Repubblica Democratica del Congo soffre di fame acuta, con 25,6 milioni di persone in pericolo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    L’Africa australe sta affrontando la peggiore crisi alimentare degli ultimi tempi

    di claudia 17 Ottobre 2024
    17 Ottobre 2024

    Milioni di persone in tutta l’Africa meridionale stanno affrontando “la peggiore crisi alimentare degli ultimi decenni”. In condizioni di siccità senza precedenti, nello specifico cinque paesi – Lesotho, Malawi, Namibia, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Giornata Mondiale dell’Alimentazione, “è il momento di impegnarsi contro la fame”

    di claudia 16 Ottobre 2024
    16 Ottobre 2024

    “Il tema di quest’edizione, cioè il diritto al cibo per una vita migliore e un futuro migliore, ci ricorda in modo tempestivo come il mandato della Fao e cioè garantire …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • FOCUSNATURA

    “No all’abbattimento degli elefanti per fame”, il monito dallo Zambia

    di claudia 7 Ottobre 2024
    7 Ottobre 2024

    di Valentina Giulia Milani L’organismo internazionale di conservazione African Rivers, con sede in Zambia, ha espresso la propria opposizione ai piani di abbattimento degli elefanti in Africa meridionale, dopo la …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sudan, “la fame è quasi ovunque”

    di claudia 18 Settembre 2024
    18 Settembre 2024

    La fame nel Sudan, nel quale si combatte da mesi una guerra civile, “è quasi ovunque”. Lo ha dichiarato il direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) Tedros Adhanom Ghebreyesus al …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Centrafrica, europei in sciopero della fame per le condizioni di detenzione

    di claudia 17 Luglio 2024
    17 Luglio 2024

    Quattro persone, tutti prigionieri detenuti nel campo di Roux, a Bangui, capitale della Repubblica centrafricana (Rca), sono attualmente in sciopero della fame per protestare contro le condizioni di detenzione cui …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sud Sudan, senza cibo i malati di tubercolosi e Hiv sospendono le cure

    di claudia 10 Giugno 2024
    10 Giugno 2024

     In Sud Sudan si stima che oltre sette milioni di persone si troveranno ad affrontare un’insicurezza alimentare acuta da qui a luglio, tra cui pazienti che convivono con la tubercolosi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sudan, “la peggiore fame di sempre”

    di claudia 29 Maggio 2024
    29 Maggio 2024

    Circa 2,5 milioni di persone in Sudan potrebbero morire di fame entro settembre 2024. L’allerta è stata lanciata in un nuovo rapporto del think tank con sede nei Paesi Bassi, …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sudan, solo il 5% della popolazione fa un pasto completo al giorno

    di claudia 23 Febbraio 2024
    23 Febbraio 2024

    Dieci mesi di guerra hanno portato “sull’orlo del collasso” il Sudan, dove la stragrande maggioranza della popolazione soffre la fame. “A questo punto, meno del 5% dei sudanesi può permettersi …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Sudan, 25 milioni di persone affamate a causa della guerra

    di claudia 21 Febbraio 2024
    21 Febbraio 2024

    Sono almeno 25 milioni le persone che soffrono l’aumento vertiginoso della fame e della malnutrizione a causa della crisi in Sudan che sta provocando conseguenze in tutta la regione. È …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • NEWS

    Etiopia, “morti per fame in Tigray e Amhara”

    di claudia 1 Febbraio 2024
    1 Febbraio 2024

    Quasi 400 persone sono morte di fame nelle regioni etiopi del Tigray e dell’Amhara negli ultimi mesi. Lo ha dichiarato il difensore civico nazionale con una rara ammissione di morti …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • In Mauritania un forum nazionale per tutelare i manoscritti antichi

    13 Agosto 2026
  • Arene Decoloniali 2026: a Roma una settimana dedicata ai femminismi del Sud del mondo

    13 Agosto 2026
  • Il Gabon ha sospeso il portale di notizie Info 241

    12 Agosto 2026
  • Sudafrica, crollo in un sito di estrazione illegale a Rustenburg: 14 morti e otto feriti

    12 Agosto 2026
  • Sudan: le Rsf accerchiano El Obeid, l’Onu teme un’offensiva

    12 Agosto 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 13/08/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl