• Homepage
  • ARGOMENTI
    • NEWS
    • IN EVIDENZA
    • FOCUS
    • LO SCATTO
    • SOCIETÀ
    • ARCHIVIO ARTICOLI
    • AFRICA TV – VIDEO
    • NATURA
    • CONTINENTE VERO
    • IN VETRINA
  • EVENTI
    • Festa 100 afriche
    • Bella Ciao (registrazione)
    • Dialoghi sull’Africa
      • 2025
      • 2024
      • 2023
      • 2022
      • 2021
      • 2019
      • 2018
      • 2017
      • 2016
      • 2015
      • 2014
      • 2013
      • 2012
      • 2011
    • Archivio eventi
      • 2025
      • 2024
      • 2023
  • CORSI ONLINE
    • Arabo in tasca
    • “Disordine Globale” (geopolitica)
    • Orizzonti di Sabbia (registrazione)
  • MOSTRE
  • LA RIVISTA
    • CHI SIAMO
    • Per abbonarsi
    • Acquista copia singola
    • NUOVO NUMERO (3/2026)
    • PENULTIMO NUMERO (2/2026)
    • Dove trovare Africa
    • Promo docenti, studenti, scuole e biblioteche
    • Iscriviti alla newsletter
    • Coopera – inserto Ong
    • CONTATTI
  • Abbonamenti
  • VIAGGI DI AFRICA
    • PROSSIME PARTENZE
    • ALGERIA
    • BENIN
    • BENIN E TOGO
    • COSTA D’AVORIO
    • ETIOPIA (DANCALIA)
    • MADAGASCAR
    • MALAWI
    • MAURITANIA
    • REUNION
    • SAO TOME
    • SENEGAL
    • SUDAFRICA
    • UGANDA (GORILLA)
    • UGANDA (KARAMOJA)
  • shop
  • PROMO “Vini del Sudafrica”
  • FESTA 100 afriche
  • Arabo in tasca

Edizione del 15/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl

Rivista Africa
La rivista del continente vero
Tag:

economie emergenti

    CONTINENTE VEROPRIMA PAGINA

    Il ruolo dei BRICS in un mondo in trasformazione

    di claudia 16 Febbraio 2025
    Scritto da claudia

    di Massimo Zaurrini

    Il crescente protagonismo dei Paesi BRICS nello scenario internazionale è spesso descritto in Occidente con un approccio presuntuoso e superficiale, ridotto a una minaccia ai valori democratici di cui ci consideriamo custodi. Tuttavia, questa contrapposizione ideologica e il dualismo che ne deriva offrono una lettura semplificata e limitata, incapace di cogliere la complessità del nuovo ordine mondiale.

    Nelle ultime settimane mi sono ritrovato a seguire con più frequenza del solito alcuni talk show televisivi sulle reti nazionali. Rimango sempre colpito dalla capacità di molti colleghi di elargire “verità bibliche” e pronunciare giudizi definitivi su temi internazionali complessi. Trovo irritante, in particolare, il modo puerile e binario con cui viene affrontato il dibattito sui BRICS. A ottobre, con il vertice BRICS+ tenutosi a Kazan, in Russia, si è tornati a parlare di questo blocco economico-politico. Eppure, il tema è stato ridotto a una narrazione semplicistica: “noi” democratici contro “loro” autocratici. Un approccio miope, incapace di cogliere la complessità e le implicazioni di un fenomeno in evoluzione che sta ridisegnando gli equilibri globali.

    Prima di approfondire, è utile ricordare alcune cifre. I BRICS rappresentano il 41% della popolazione mondiale, con oltre 3,2 miliardi di persone distribuite tra Cina, India, Brasile, Russia e Sudafrica. Dal punto di vista economico, il PIL nominale combinato del gruppo si attesta a circa 28 trilioni di dollari (27% del PIL globale), mentre a parità di potere d’acquisto (PPP) sale a 65 trilioni, rappresentando il 35% dell’economia mondiale. Con l’aggiunta di nuovi membri come Egitto, Etiopia, Iran ed Emirati Arabi Uniti, il loro peso potrebbe ulteriormente aumentare.

    È evidente come i BRICS costituiscano un blocco cruciale, sia demograficamente che economicamente. Ed è altrettanto evidente come tutte le proiezioni, demografiche ed economiche, indichino che questo blocco sia destinato a crescere nei prossimi decenni.
    La visione occidentale dei BRICS tende a enfatizzarne il valore politico, spesso interpretato come un contrappeso al dominio economico e strategico degli Stati Uniti e dell’Europa. Tuttavia, osservando il fenomeno dal continente africano, emerge una prospettiva differente. Qui il potenziale economico dei BRICS assume un ruolo preponderante. Per molti Paesi africani, importatori netti di beni essenziali come alimenti e medicine, la possibilità di diversificare le valute di scambio e ridurre la dipendenza dal dollaro rappresenta una prospettiva rivoluzionaria. E la possibilità di diversificazione offerta dal BRICS è esaminata con grandissimo interesse dall’intero sud globale, quotidianamente alle prese con problemi di ‘valuta pregiata’.

    Un esempio concreto mi è stato offerto da una conversazione con un imprenditore africano del settore delle costruzioni. Mi ha raccontato come la mancanza di valuta estera, razionata dalla banca centrale per priorità governative, lo abbia costretto a bloccare cantieri già avviati. La Banca, non avendoli, rinviava il cambio della moneta locale in dollari impedendogli di comprare i materiali sui mercati internazionali. «Se mi offrono un’alternativa per comprare il cemento, la utilizzerò immediatamente», ha spiegato. Questo aneddoto riflette una realtà comune in molte economie emergenti, dove la rigidità dei sistemi finanziari internazionali rappresenta un ostacolo diretto allo sviluppo.

    Negli ultimi due decenni, gli scambi economici lungo l’asse Sud-Sud (America Latina, Africa, Asia) sono cresciuti significativamente. I BRICS incarnano questo nuovo paradigma di cooperazione globale, proponendosi non solo come alternativa all’egemonia occidentale, ma anche come piattaforma per rafforzare le economie emergenti. Il loro progetto di creare un meccanismo di pagamento alternativo al dollaro – con strumenti come la Nuova Banca di Sviluppo – potrebbe rivelarsi cruciale per ridurre le vulnerabilità economiche di molti Paesi.

    Ridurre i BRICS al semplice confronto tra “noi” e “loro” è non solo riduttivo, ma anche dannoso. Un’analisi polarizzata contribuisce a rafforzare quella stessa narrazione di divisione di cui si ha paura, spingendo il resto del mondo a cercare vie alternative. È invece fondamentale comprendere che i BRICS non sono un’entità monolitica, ma un fenomeno complesso, espressione di esigenze economiche, demografiche e politiche in evoluzione. Solo un’analisi onesta e approfondita potrà evitare di trasformare una sfida in un confronto sterile e improduttivo.

    Condividi
    16 Febbraio 2025 0 commentI
    0 FacebookTwitterPinterestEmail
  • ECONOMIANEWS

    L’Africa vuole aderire ai Brics, il blocco delle economie emergenti

    di claudia 22 Agosto 2023
    22 Agosto 2023

    Più di 20 Paesi avrebbero chiesto formalmente di aderire ai Brics, il blocco delle economie emergenti che comprende Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. “Un Brics allargato rappresenterà un gruppo …

    0 FacebookTwitterPinterestEmail

Africa Rivista

Via Fabio Massimo, 19 – 20139 Milano
Tel. 02.80898696
Cell. 375.5353235
Fax 06.92933897
Email: info@africarivista.it
Abbonamenti: segreteria@africarivista.it

Per abbonarsi alla rivista

Online


Bonifico Bancario
IBAN:  IT 65 H030 3203 2100 1000 0291 446
Intestato a Internationalia s.r.l.
SWIFT/BIC: BACRIT21302


Conto Corrente Postale
CCP n° 1049863846 – Intestato a Internationalia srl, Via Conca d’Oro, 206 – 00141 Roma 

Argomenti

ISCRIVITI ORA

ULTIMI ARTICOLI

  • Sahel, il nuovo fronte della Jihad: intervista a Luca Raineri

    15 Maggio 2026
  • Il ritorno dei pirati somali minaccia la navigazione

    15 Maggio 2026
  • Madagascar, al via a giugno le consultazioni nazionali

    15 Maggio 2026
  • L’Onu stanzia 12 milioni di dollari per la crisi alimentare in Sud Sudan

    15 Maggio 2026
  • Pugni allo specchio ad Accra

    14 Maggio 2026
  • CHI SIAMO
  • PER ABBONARSI
  • VIAGGI DI AFRICA
  • CONTATTI
  • PUBBLICITA’ SU AFRICA
  • PRIVACY
  • INFORMATIVA

Edizione del 15/05/2026

© Rivista Africa
Editore: Internationalia srl
P.IVA 11980111006

logo internationalia srl