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    VIAGGI

    Il Benin tra musei, mercati, relax e storia

    di Valentina Milani 8 Marzo 2020
    Scritto da Valentina Milani

    Tra città vivacissime, spiagge paradisiache e i segni lasciati dalla storia, il Benin è un Paese che ha davvero tanto da offrire….

    Situata nella parte sud-orientale del Paese, tra l’Oceano Atlantico e il Lago Nokoué, Cotonou è la città più grande del Benin e da molti è considerata la vera capitale dello Stato. Cotonou significa letteralmente “foce del fiume della morte”, in riferimento al ruolo svolto dal regno del Dahomey nella tratta degli schiavi. Vivace e movimentata, Cotonou può essere la meta ideale per coloro che amano la vita notturna e la confusione. Per gli appassionati di cultura e di arte contemporanea non può mancare una visita alla Fondation Zinsou: un ampio spazio espositivo dove è possibile ammirare opere di vario genere finalizzate a promuovere l’arte africana.

    Interessante è anche la Cattedrale di Nostra Signora della Misericordia, le cui pareti esterne sono ricoperte di piastrelle di ceramica che formano strisce alternate bianche e rosse. Per prendere il sole e riposare un po’, raggiungete la Fidjrosse Beach: con alte palme e sabbia rossastra è un vero paradiso. Il traffico, a Cotonou, rappresenta il pericolo maggiore: prestate particolare attenzione al fiume di zemidjan (i tipici mototaxi) che ogni giorno inonda le vie di tutta la città. Inoltre, è sconsigliato frequentare la zona del porto nelle ore serali.

    Per chi si trova a Cotonou, è d’obbligo una visita al Grand Marché de Dantokpa: il cuore pulsante della città. Delimitato dalla laguna e dal Boulevard St. Michel, nel quartiere Jonquet, è il più grande mercato a cielo aperto di tutta l’Africa occidentale. Nel suo labirinto di vicoli potrete acquistare da commercianti provenienti da tutta l’Africa articoli di ogni sorta: pesce, carne, frutta, verdura, animali, oggetti di ogni tipo, manufatti locali, stoviglie, sandali, cosmetici, stoffe e, addirittura, pezzi di ricambio per le automobili. Articoli più tradizionali, come i batik e i tessuti wax olandesi, si possono trovare nell’edificio del mercato. Il settore dedicato ai feticci è situato all’estremità settentrionale. È consigliabile non portare con sé oggetti di valore, prestare attenzione ai borseggiatori, e farsi accompagnare da una guida locale: esistono angoli e meandri del mercato davvero caratteristici che solo le persone del posto conoscono.

    Ideale per passare qualche giorno di relax, Grand Popo è una cittadina costruita su una laguna tra il mare e il fiume Mono, le cui acque hanno a poco a poco inghiottito alcuni quartieri. Situata a circa 80 chilometri da Cotonou e a 80 da Lomé in Togo, si trova sul punto di confine con il Togo. Popo  significa “pescatore”: la popolazione locale vive infatti principalmente di pesca. La sua natura incontaminata, fatta di mangrovie, palme e tartarughe giganti lungo la spiaggia, attira nei weekend numerosi abitanti che arrivano qui da Cotonou e da Lomé per evadere dal caos della città. Grand Popo è anche la base da cui partono in giornata le escursioni in piroga sul fiume Mono o con imbarcazioni a motore alla Bouche du Roy, dove il fiume si getta nell’oceano. Nei quartieri tradizionali della cittadina, la religione vodu regola l’ordine sociale delle comunità. Non di rado è possibile incontrare gli spiriti dei guardiani della notte, gli Zangbeto, addetti alla vigilanza della comunità.

    La tragica epoca dello schiavismo rivive sulle coste del Benin in quella che ancora oggi, per non dimenticare, viene chiamata Costa degli Schiavi. Cuore pulsante del commercio negriero era la città costiera di Ouidah, che divenne un importante centro del commercio di schiavi da quando venne scoperta dai portoghesi nel XVI secolo. Qui si trova la Porta del Non Ritorno, eretta in memoria delle migliaia di schiavi che proprio in quel punto venivano imbarcati per essere portati nelle piantagioni brasiliane. La porta è raggiungibile seguendo la strada principale che collega il centro cittadino all’oceano. Il percorso, lungo circa 4 chilometri e oggi costeggiato da feticci e statue, corrisponde esattamente al cammino calpestato per secoli dagli schiavi.

    A Ouidah, all’interno del forte portoghese di São João Baptista de Ajudá, la roccaforte portoghese eretta nel 1721 e situata all’inizio della “Strada degli Schiavi”, si trova oggi il Musée d’Histoire, dove ci si può documentare su quel terribile traffico di persone. Il Forte si trova in Place Chacha, la piazza dove un tempo si tenevano le aste degli schiavi. Una volta venduti, iniziavano proprio da qui il loro percorso per raggiungere le navi. (Orari di apertura: Lunedì-Venerdì: 8.00-12.00 e 15.00-18.00; Festivi: 9.00–18.00).

    (Testo e foto di Valentina Giulia Milani)

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    8 Marzo 2020 0 commentI
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