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boubou

    GlamourNEWSSOCIETÀ

    L’iconica veste “boubou” colora i giorni del Tabaski

    di claudia 17 Giugno 2024
    Scritto da claudia

    a cura di Claudia Volonterio

    Sono iniziati in tutto il mondo musulmano i festeggiamenti per il Tabaski, la principale festività islamica che commemora il sacrificio di Abramo e che si tiene due mesi dopo la festa di fine Ramadan. In questa occasione non è raro vedere, non solo in Africa, donne e uomini indossare la tipica veste detta “boubou”, conosciuta con un nome diverso i base alla zona e alla lingua (agbádá in yoruba, per esempio). Qualche curiosità su questo indumento iconico fatto a mano, condiviso in questi giorni sui social da migliaia di utenti, diventato l’abito formale di molti paesi dell’Africa occidentale.

    Il boubou o grand boubou è una veste fluida a maniche larghe indossata in tutta l’Africa occidentale, ma anche nel nord, in occasioni di celebrazioni e feste importanti. Una di queste è sicuramente la festa musulmana Tabaski, conosciuta anche come Eid al-Adha o festa del sacrificio. Non solo per le feste: questa veste viene indossata anche semplicemente per andare in moschea il venerdì.

    La veste, fatta a mano, presenta una decorazione fitta e preziosa. Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. I primi a indossarla sono stati i gruppi etnici Tuareg, Hausa, Kanuri, Toubou. Prediletta in ambienti difficili per le temperature, sia nel Sahara che nella striscia del Sahel, questa tunica permette di proteggersi dal caldo del giorno e dal freddo della notte. In antichità, tra Dodicesimo e Tredicesimo secolo, indossare il boubou garantiva un certo status sociale, a dispetto della veste senza maniche. Diffuso ampiamente in Senegal, qui questa veste viene solitamente conosciuta come “grand boubou”o caftano senegalese.

    Ampie e divari colori, le vesti boubou vengono cucite appositamente per l’occasione con tessuti importati. Se storicamente erano destinato solo alle popolazioni del Sahara o del Sahel, oggi sono molto più diffuse e hanno raggiunto anche altre popolazioni dell’Africa centrale, come i Bantu. Il capo nella versione femminile è molto simile, a cambiare è il nome e la modalità in cui viene indossato. Per le donne si parla infatti di m’boubou o caftano.

    La moda e l’Eid possono incontrarsi. In questi giorni di celebrazione per la festa islamica, la scelta dell’abito non è messa in secondo piano. Donne, uomini di tutte le età indossano il boubou e condividono l’esperienza sui social. Gli ashtag #eidoutfit e #muslimmetgala hanno accumulato più di 1,1 milioni di visualizzazioni su TikTok, riporta il Guardian. A questa voce si possono vedere una moltitudine di abiti finemente lavorati a mano scelti per questa occasione e condivisi da migliaia di utenti.

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    17 Giugno 2024 0 commentI
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