La Licensed cocoa buyers association del Ghana ha denunciato che gli acquirenti del cacao ghanese devono alle banche 7-8 miliardi di cedis (650-750 milioni di dollari) e agli agricoltori altri 205-234 milioni di dollari, con «interessi che si accumulano»: una dinamica che rischia di mettere in ginocchio un settore già in difficoltà.
La crisi è dovuta a due raccolti scarsi a causa di malattie e maltempo, ma anche al brusco crollo dei prezzi globali, passati da 12.000 dollari a tonnellata nel 2024 a circa 4.000 dollari attuali: gli acquirenti hanno consegnato 580.000 tonnellate di fave questa stagione, ma attendono il pagamento del saldo e altre 70.000 tonnellate rimangono nei campi.
Samuel Adimado, presidente della Licensed cocoa buyers association, ha denunciato ai media ghanesi il fatto che il Cocobod, l’ente regolatore del cacao ghanese, ha dirottato i fondi verso attività non essenziali, come la costruzione di strade, costringendo gli acquirenti a indebitarsi per pagare i pagamenti agli agricoltori.
Il ministro delle Finanze ghanese, Cassiel Ato Forson, ha annunciato un taglio di quasi il 30% del prezzo alla produzione, portandolo a 3.580 dollari a tonnellata, in linea con i mercati internazionali, per iniettare «liquidità immediata». Il governo cercherà l’approvazione parlamentare per estendere il rimborso del debito Cocobod e il finanziamento della riforma attraverso i mercati del debito locali, garantendo che gli agricoltori ricevano almeno il 70% dei prezzi all’esportazione.



