Ruanda, sequestrate distillerie illegali: il dramma degli alcolici killer in Africa

di claudia
alcool alcolici

Una serie di blitz delle forze dell’ordine ha portato alla scoperta di due stabilimenti nel Rwamagana District e Gatsibo District in Ruanda dove venivano prodotti alcolici illegali altamente tossici. Le autorità, allertate da numerosi casi di intossicazione grave (cefalea, crampi addominali, visione offuscata), hanno dato ordine di porre i due impianti sotto sequestro immediato. Nel solo primo stabilimento, all’interno del quale si producevano miscugli composti da alcol industriale, detergenti, tabacco triturato, peperoncino e aromi sintetici, sono stati distrutti beni per un valore stimato in oltre 16 milioni di franchi ruandesi (12.000 euro).  Nel secondo caso, un’impresa con licenza per produrre birra di banana è stata trovata a usare componenti analoghi per realizzare 25.000 litri di bevanda irregolare, per un valore stimato di 37 milioni di franchi ruandesi, e subito chiusa.

Il richiamo delle istituzioni è forte. “Se una bevanda è insolitamente economica oppure provoca intensa ubriachezza in breve tempo, è probabile non sia alcol, ma veleno”, ha detto il sindaco di Rwamagana, Radjab Mbonyumuvunyi. Le forze dell’ordine, in collaborazione con la Rwanda Food and Drugs Authority e la Rwanda Standards Board, hanno intensificato le ispezioni nei distretti e rafforzato le campagne di sensibilizzazione rivolte alle comunità più vulnerabili.

In Africa, la distillazione illegale è un problema. Il fenomeno riguarda molti Paesi e alimenta un mercato sommerso che offre prodotti forti a basso costo, con nomi di strada come “ibyuma” o “inkoramutima”, venduto spesso in taniche di plastica e privato di etichettatura e controllo. Le autorità sanitarie puntano il dito soprattutto sulla presenza di metanolo e altre sostanze industriali nei prodotti. Anche piccole quantità bastano a causare cecità permanente o danni al fegato, pancreas o sistema nervoso. 

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