Il predicatore keniano Paul Mackenzie è stato giudicato colpevole di 191 omicidi

di Tommaso Meo
Kenya: riconosciute prime colpe del santone Mackenzie

Il predicatore keniano Paul Mackenzie è stato giudicato colpevole ieri di 191 omicidi. Tutte queste vittime, meno una, erano bambini, scrive Bbc.

Secondo i giudici di Mombasa, Mackenzie, a capo della Good News International Church, ha ordinato ai suoi seguaci di lasciarsi morire di fame insieme ai loro figli in modo da raggiungere il paradiso prima della fine del mondo.

Anche altri ventotto leader della setta sono stati condannati per omicidio. Tutti si erano dichiarati non colpevoli, sostenendo che nessuno fosse stato costretto a morire. Secondo la giudice Diana Mochache, però, i seguaci di Mackenzie lo ascoltavano credendo che lui fosse «il portavoce di Gesù».

In totale più di 400 corpi sono stati scoperti negli ultimi tre anni nel corso di diversi mesi di esumazioni nella foresta di Shakahola, nel sud-est del Paese, dove la setta aveva sede. Le sepolture erano chiamate «matrimoni» secondo i testimoni.

Ex tassista, Mackenzie fondò la Good News International Ministries nel 2003. Nei successivi 16 anni, la chiesa crebbe di popolarità fino ad attirare migliaia di fedeli nelle sue filiali in tutto il Kenya.

Tra le altre cose, il pastore impedì ai membri della setta anche di mandare i propri figli a scuola e di farsi curare in ospedale quando erano malati.

Insieme ad altri esponenti del culto, Mackenzie deve affrontare una serie di altri procedimenti giudiziari, tra cui quelli per terrorismo, radicalizzazione e negazione dell’istruzione ai bambini.

Il predicatore, già in custodia dal 2023, è stato giudicato colpevole per avere prodotto e distribuito materiale audiovisivo senza licenza e condannato a 12 mesi di carcere. La sua chiesa gestiva un’emittente televisiva chiamata Times TV che trasmetteva i suoi sermoni dalla chiesa di Malindi.

Condividi

Altre letture correlate: