Namibia, sterco di elefante anti-Covid?

di Marco Trovato
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Le autorità sanitarie della Namibia hanno dovuto rivolgere un appello ai cittadini perché non cerchino di curarsi dal Covid-19 usando lo sterco di elefante.
Secondo gli stregoni tradizionali, lo sterco d’elefante può essere vaporizzato e inalato per trattare influenza, raffreddore e mal di testa, ma la pratica non è scientificamente testata. Il ministro della Sanità, Kalumbi Shangula ha dichiarato: “Sono preoccupato che gente senza scrupoli possa far spendere ad altra gente denaro per rimedi inutili nella speranza che possano curarli. Persone disperate possono fare cose disperate”, ha aggiunto. Il Paese dell’Africa meridionale finora ha confermato 4.464 casi di coronavirus e 37 morti.
Lo sterco d’elefante è utilizzato in vari modi, meno rischiosi: come concime per le piante, come colorante e anche per produrre carta riciclata.

“Uno studio dell’americana Lifesaving ha rilevato come gli escrementi degli elefanti possano essere utilissimi all’uomo”, riferisce MalindiKenya, che ricorda: “l’elefante ne produce parecchi, all’incirca cinquanta chilogrammi al giorno, perché il pachiderma adulto arriva a mangiare anche duecento chili di cibo al giorno. La ricerca americana ha individuato almeno dieci utilizzi della cacca di elefante da parte delle popolazioni africane: come antizanzare, antidolorifico, antiematico…








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