Mozambico: attacchi nella provincia di Cabo Delgado, migliaia di sfollati in una sola settimana

di claudia

Oltre 46.000 persone sono state costrette a fuggire dai distretti settentrionali di Chiúre, Ancuabe e Muidumbe, nella provincia di Cabo Delgado, in Mozambico, a seguito di una serie di attacchi armati avvenuti tra il 20 e il 28 luglio. Lo riferisce l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), che avverte di un peggioramento della già grave crisi umanitaria in corso nel Paese. Chiúre è stato il distretto più colpito, con più di 42.000 sfollati, oltre la metà dei quali bambini.

Secondo l’Ocha, molti degli sfollati non dispongono di documenti, fattore che ostacola l’accesso ai servizi essenziali, alla protezione e alla libertà di movimento. Gli attacchi a Chiúre Velho, Ocua e Mazeze hanno costretto numerose famiglie a cercare rifugio in condizioni di sovraffollamento a Chiúre Sede, nei quartieri Bairro Micone e Bairro Namicir. Sono stati segnalati numerosi minori non accompagnati o separati dai propri familiari. Cibo, ripari e beni di prima necessità sono indicati come i bisogni più urgenti.

Anche nel distretto di Ancuabe la situazione si è deteriorata rapidamente: secondo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), in una sola settimana il numero di famiglie sfollate è triplicato, raggiungendo 444 nuclei (1.946 persone), tra cui oltre 1.200 bambini. Gli abitanti del villaggio di Nanduli hanno cercato rifugio a Chiote e Ancuabe Sede. A Muidumbe, secondo fonti locali citate nella nota, gruppi armati hanno incendiato abitazioni nel villaggio di Magaia e aperto il fuoco nei pressi di Mungue. Quasi 500 famiglie sono fuggite verso insediamenti per sfollati interni, dove l’accesso umanitario rimane limitato.

La situazione si inserisce in un quadro di emergenze multiple che colpiscono il Mozambico: violenze armate, shock climatici, epidemie e una grave carenza di fondi stanno aggravando le vulnerabilità esistenti. Dall’inizio dell’anno, più di 95.000 persone sono fuggite dall’insicurezza a Cabo Delgado.

Secondo l’Ocha, al 31 luglio il Piano di risposta umanitaria 2025 del Mozambico è finanziato solo al 19%. Dei 352 milioni di dollari richiesti, ne sono stati ricevuti appena 66. Le agenzie umanitarie hanno quindi ridotto i propri obiettivi: da 1,1 milioni di beneficiari previsti all’inizio dell’anno a soli 317.000. L’organizzazione ha ribadito che, secondo il diritto internazionale, i civili devono poter cercare sicurezza e scegliere liberamente la propria destinazione. Tuttavia, l’insicurezza, la mancanza di documenti e le ricollocazioni forzate stanno aumentando i rischi di protezione per le persone in fuga. “Un finanziamento urgente e sostenuto è essenziale per evitare un ulteriore deterioramento e rispondere ai bisogni umanitari crescenti, che restano acuti e diffusi”, si legge nel bollettino. 

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